La manifattura additiva (Additive Manufacturing, AM) in metallo sta attraversando una fase decisiva: da tecnologia scelta per prototipi, lotti limitati o applicazioni ad altissimo valore, sta evolvendo verso una logica di produzione ripetibile e scalabile. In questa transizione, Renishaw gioca un ruolo particolare unendo due competenze storiche: da una parte, la precisione metrologica e il controllo di processo, dall’altra la capacità di essere un passo avanti nell’ingegnerizzazione di nuovi sistemi.
Oggi le aziende che investono in AM metallica si confrontano con sfide ben note: il costo per pezzo ancora elevato (spesso dominato dal tempo macchina), la variabilità tra build, la necessità di garantire tracciabilità e conformità, l’industrializzazione della gestione polveri in condizioni di sicurezza. Renishaw sta sciogliendo questi nodi con un approccio unico nel suo genere, combinando architettura macchina, software, automazione e strumenti di insight sul processo. Un esempio recente è l’introduzione della tecnologia TEMPUS, pensata per ridurre sensibilmente i tempi di costruzione senza compromettere la qualità, insieme a soluzioni di monitoraggio avanzato e workflow digitali connessi come LIBERTAS, implementazione software con cui Renishaw vuole spingere sul pedale della qualità.

Prendere spunto da un tema come la produttività, però, significa guardare l’AM in modo più ampio: non esiste un singolo “collo di bottiglia”, ma una catena fatta di preparazione della build, stabilità dell’atmosfera in camera, gestione termica, recoating, strategia di scansione, qualità della polvere, post‑process, ispezione e gestione dati. Renishaw si inserisce qui con un’idea chiara: se la stampa 3D deve diventare un pilastro della manifattura, allora deve essere governata con lo stesso rigore con cui si governa una lavorazione CNC o un processo di misura, cioè con controllo, ripetibilità e dati utilizzabili per migliorare in modo continuo.
Renishaw e AM: un posizionamento che nasce dal controllo di processo
Quando si parla di Renishaw, è facile pensare prima alla metrologia: tecnologie che ruotano attorno alla misura come leva per migliorare produttività e qualità. Proprio questo “DNA” — l’idea che la qualità non si ispeziona soltanto a fine linea, ma si costruisce e si controlla durante il processo — è ciò che rende credibile la sua presenza nel mondo dell’additive.

Dal punto di vista tecnologico, Renishaw presidia l’AM con la piattaforma RenAM 500, supportata con software all’avanguardia; infatti, a fare la differenza, è soprattutto l’attenzione che viene rivolta al flusso di lavoro e ai dati. Strumenti come QuantAM e InfiniAM aiutano a preparare le stampe in modo più guidato e rendono più “leggibile” ciò che accade durante la costruzione, così da individuare anomalie prima che si trasformino in scarti. È un approccio coerente con la cultura Renishaw: la qualità non è un controllo finale, ma un risultato che si costruisce lungo il processo.
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