Gilberto Pichetto, viceministro allo Sviluppo economico, anticipa alcune delle novità che potrebbero entrare nella riforma
di Franco Metta
Sul tavolo a Palazzo Chigi non c’è soltanto la riforma fiscale ma anche quella degli incentivi o agevolazioni alle imprese, così come previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) approvato a Bruxelles.
Affronta il tema e offre alcune anticipazioni Gilberto Pichetto, viceministro allo Sviluppo economico, intervistato da Italia Oggi.
“Negli anni – afferma Pichetto – gli incentivi sono cresciuti e alcuni di essi hanno stanziamenti minimi. Vanno ridotti di numero e resi più efficaci”. Saranno seguiti due modelli: “gli incentivi per stimolare l’economia e i bonus a ristoro, che avranno più natura d’aiuto, sostegno”.
Entrando nel merito delle singole misure e in particolare per il credito d’imposta Transizione 4.0 è in corso una valutazione tra ministeri e a livello di governo. Pichetto vede molto bene il ritorno a iper e super ammortamento, perché stimolano gli investimenti più produttivi mentre il credito d’imposta è un’agevolazione ombrello, universale che ricade su tutti. L’obiettivo, prosegue, “è il restyling dell’intero sistema degli incentivi per uscire dalle scelte contingenti e dare al paese un sistema che consenta alle imprese di fare programmazioni pluriennali, quindi non più dettati dall’emergenza Covid”.
Nell’intervista il viceministro si è dichiarato inoltre favorevole alla conferma dei voucher per i temporary export manager e la digitalizzazione delle pmi, mentre per il superbonus al 110% si aspetta ulteriori stanziamenti per estendere il bonus a tutto il 2023.
Positivo anche il parere sulla Nuova Sabatini, giudicata una norma storica e importante: “si tratta di capire se vogliamo mantenere il rimborso totale del contributo in conto interessi anticipato in un’unica soluzione o se vogliamo ritornare al meccanismo precedente che spalmava il contributo su più esercizi”.
“Anche il meccanismo dei crediti d’imposta per ricerca e sviluppo e per i beni strumentali – evidenzia – funziona benissimo”.
Novità dovrebbero arrivare per quanto concerne l’ecobonus: “Vogliamo spostare in tempi brevi le risorse disponibili per l’extra-bonus sull’elettrico (circa 2.000 euro a veicolo) in favore dell’ecobonus ordinario: circa 57 milioni di euro che non risultano al momento spendibili. Vogliamo trasferirli per recuperarli e andare avanti con l’incentivo sul parco auto. In ogni caso, bisogna assolutamente rivedere il piano degli interventi sul settore auto elettriche per sostenere il boom del settore. In futuro l’ecobonus dovrà finanziare soprattutto l’elettrico, perché la produzione di motori termici secondo l’Ue deve cessare entro il 2035”.
Il viceministro ha espresso un giudizio positivo sulle misure di sostegno al credito offerte da Garanzia Italia Sace e dal Fondo di centrale di garanzia Pmi e promette azioni ancora più incisive. Tra le priorità della riforma infine le agevolazioni per l’imprenditoria femminile dove si punta ad aumentare lo stanziamento previsto nel Pnrr e dove si gioca, secondo Pichetto, la crescita del Paese.

Giornalista professionista, dal 1988 ha lavorato per le più prestigiose testate del Gruppo Editoriale Jackson e della Vnu Bpi: prima quelle informatiche (Bit, Cvg, Pc Magazine), successivamente quelle b2b (Imballaggio, Automazione Oggi, Elettronica Oggi). Appassionato di tecnologia e di computer dai tempi del Db3 Plus, segue con interesse le notizie che riguardano l’economia e il mondo delle imprese.





