Confapi Calabria 2.0: Calabria alla deriva.

“Non raccogliamo alcun segnale che ci incoraggi a pensare che le imprese calabresi possano accedere, nel tempo rimasto, alla notevole mole di fondi europei che attendono di essere spesi”. Così Francesco Napoli (nella foto), da un punto di monitoraggio privilegiato, quale Confapi 2.0, l’associazione della PMI che presiede a livello regionale. “Ci sono al contrario due fattori contingenti che ci inducono a pensare che quel poco che si muove si fermerà ulteriormente: le ferie estive e la campagna elettorale. Due momenti diversi della vita di un ente ma che a noi, che abbiamo il polso di una economia calabrese che segni di ripresa non ne dà, ci impone un’unica riflessione, per qualcuno forse un monito: gli uffici non si fermino. La Regione Calabria ha un numero tale di dirigenti e funzionari che non sarebbe giustificabile in alcun modo fermare, per l’intero mese di agosto, l’iter di bandi che già di per sé camminano al rallentatore. I dirigenti organizzino piuttosto i loro uffici con adeguate turnazioni. Non impongano alle imprese una ulteriore paralisi su contributi e finanziamenti che, persi, non le rivedrebbe più alzare le saracinesche al finire dell’estate. Anzi – incalza Napoli – accellerino le procedure, applicando l’autocertificazione ma senza poi impastoiarsi in verifiche globali. Si facciano a campione le verifiche, come succede dappertutto, sapendo che chi autocertifica il falso è perseguibile penalmente”.

In merito alla campagna per le prossime regionali, il presidente di Confapi 2.0 Calabria esprime le medesime preoccupazioni, amplificate dalla durata del periodo che precederà la nascita del nuovo governo regionale. “Altri sei mesi senza risposte e senza spesa – evidenzia – e, con un devastante effetto a catena, le imprese chiuderanno, non potendo più sopportare i tributi, non potendo più pagare gli stipendi e tanto meno i contributi. A ciò si aggiunga, per come ci riferiscono molti imprenditori, la paura di molti dirigenti a firmare gli atti amministrativi venendo meno ad una precisa responsabilità per la quale è lautamente retribuito. E’ tempo – conclude Napoli – che il governo nazionale si sostituisca all’ente regionale, dov’è e cosa sta facendo la cabina di regia annunciata? Quando il Primo Ministro Renzi approderà a Gioia Tauro ad agosto troverà una Calabria peggiore di quella che a Reggio Calabria gli fece assumere l’impegno che ci aspettiamo venga mantenuto”.