Motomeccanica: trasformarsi nel segno della continuità

Alfonso Braga

Si potrebbe partire dal passato. Raccontare la storia di Alfonso Braga che nel 1957, insieme al compagno di studi Marco Pellegrini, ebbe l’idea di cimentarsi nella produzione di riduttori di velocità. Si potrebbe partire dal presente di Motomeccanica, una realtà contraddistinta dall’elevata specializzazione dei suoi 40 addetti e dalla vasta gamma degli articoli che produce e che, nel 2010, ha realizzato un fatturato di 11 milioni di euro. Ma forse è meglio partire dal futuro, perché proprio di recente l’azienda veronese è diventata interamente di proprietà della famiglia Braga e anche la seconda generazione, grazie al bagaglio di esperienze e professionalità acquisite, è pronta a cogliere la scommessa dei mercati.

I quattro fratelli Braga, Alberto, Flavio, Anna e Luisa, ai quali sono ora affidate le redini dell’azienda, hanno ereditato l’intuito e la capacità gestionale del padre Alfonso che, con il suo saper rischiare e anticipare i tempi, è sempre stato in grado di soddisfare le richieste di una esigente committenza traducendole in prodotti “su misura” di elevata qualità.

Imprenditorialità e innovazione continua sono gli imperativi di questa azienda che è una delle espressioni più significative del comprensorio produttivo veronese. Ed è proprio visitando la sede di Povegliano V.se (6000 mq. coperti) che si ha la conferma che qui nulla è lasciato al caso. Partendo dall’ingegnerizzazione, sviluppata utilizzando software di modellazione tridimensionale, passando per una gestione della produzione completamente informatizzata si arriva al prodotto finale. Personale altamente qualificato e un moderno parco macchine garantiscono elevata qualità, certificata da UNI ISO 9001, costi controllati e consegne ottimali.

MOTOMECCANICA ha scelto di mantenere, riguardo alla cura della qualità e personalizzazione del prodotto, quell’impronta artigianale che sin dagli esordi la caratterizza come partner di affidabilità e comprovato know-how in contesti nazionali e internazionali.

«I nostri. clienti – sottolinea il dottor Flavio Braga – sono per noi patrimonio inalienabile e con una ventina di loro, vero zoccolo duro degli ordinativi, abbiamo instaurato rapporti di continuità che ci garantiscono circa il 50% annuo del fatturato. Attualmente il mercato interno assorbe il 75% della produzione benché l’estero con Francia, Germania, Spagna, Brasile e area asiatica stia dimostrando grande interesse per la specificità del nostro prodotto».

L’offerta di catalogo è davvero ricca con riduttori ad assi paralleli, ortogonali, epicicloidali e cambi di velocità fino a 100.000 daNm.

I prodotti sono utilizzati da società impiantistiche di caratura mondiale nei settori della gomma con comando di mescolatori e calandre, nella plastica per gli estrusori, nella siderurgia per i comandi laminazione per acciaio, nella movimentazione portuale per gli argani di sollevamento, nell’alimentare per impastatrice e presse.

«Le attuali attenzioni commerciali sono rivolte ai settori dell’energia. Una collaborazione molto stimolante dal punto di vista tecnico e applicativo – ricorda l’ingegner Alberto Braga – è in corso con alcune società francesi del settore nucleare. Dopo una meticolosa valutazione dei processi aziendali siamo stati inseriti in una ristretta “Vendor list” per la fornitura di riduttori utilizzati nelle zone ad alto rischio della centrale nucleare».

Per le energie rinnovabili è stata lanciata una gamma di moltiplicatori di giri dedicati alla produzione di energia elettrica di origine idraulica.

Diverse applicazioni negli ultimi tre anni sono state fatte sui fiumi Po, Adige, Tanaro, Bacchiglione.

In particolare a San Giovanni Lupatoto in provincia di Verona il Canale di derivazione Bocche di Sorio alimenta una turbina Kaplan con interposto un moltiplicatore di giri MOTOMECCANICA che permette la produzione di 1000 kW di energia rinnovabile.

«La svolta significativa che ci ha portato al pieno controllo della società – proseguono Anna e Luisa Braga – ci stimola per il futuro. Nostro padre ci ha consegnato un’azienda solida e al passo con i tempi trasferendoci l’impegno di farla crescere, interpretando l’etica di impresa anche nel tempo della globalizzazione».

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