Due realtà imprenditoriali doc, un albergo e un’azienda di logistica, sono state protagoniste della giornata di sopralluoghi organizzata nell’ambito del corso prevenzione incendi dell’Ordine degli Ingegneri di Varese. Nel corso delle 100 ore previste per conseguire la qualifica di addetto alla prevenzione incendi e alla gestione delle emergenze, i vertici dei Comandi provinciali lombardi dei Vigili del fuoco (Vvf) sono letteralmente saliti in cattedra mettendo a disposizione dei partecipanti tutta la loro competenza ed esperienza in materia.

I due sopralluoghi hanno così arricchito il bagaglio degli iscritti offrendo due esempi di primordine nella gestione della sicurezza in realtà complesse e, nel caso dell’azienda di logistica, ad alto rischio incendio.

Camini di aerazione per evitare che i piani superiori vengano saturati dal fumo, porte antipanico, porte di compartimentazione (anche denominate tagliafuoco), sprinkler che attraversano in lungo e in largo ogni settore dell’autorimessa. Nota per i non addetti: lo sprinkler è un sistema automatico di estinzione a pioggia in grado di rilevare un incendio e, se non di estinguerlo, di tenerlo sotto controllo in attesa dell’intervento delle squadre antincendio. Estrattori dei vapori di benzina e impianto di sgancio per togliere immediatamente la corrente sono altri due elementi essenziali per garantire la massima sicurezza in caso di fuoco. Ma il vero e proprio cuore pulsante di questa struttura risiede nella centralina, il cui funzionamento è costantemente monitorato. È questa delicata apparecchiatura a registrare e analizzare tutti i dati provenienti dai vari ambienti dell’albergo e a dare l’allarme non appena rileva situazioni di pericolo. Un responsabile antincendio è presente 24 ore al giorno e in grado di richiamare la squadra antincendio, sempre reperibile, in brevissimo tempo. In attesa dell’arrivo dei Vvf, la struttura è perfettamente autonoma e in grado di intervenire con un impianto di spinta dell’acqua, funzionante anche in assenza di elettricità grazie a motopompe alimentate da un gruppo elettrogeno a gasolio e vasche d’acqua di riserva alle quali attingere per non restare mai senza il prezioso elemento. I locali che accolgono le centraline elettriche, la telefonia e altri service sono condizionati. Ogni piano e ogni angolo strategico è dotato di estintore, di segnalatori luminosi delle uscite di emergenza ed il piano di evacuazione è chiaramente segnalato in corrispondenza delle uscite e degli ascensori che, tuttavia, non devono mai essere utilizzati in caso di incendio. La normativa, infatti, prevede ascensori antincendio soltanto nel caso di edifici che superino i 54 mt. di altezza. L’aerazione e l’aspirazione dei fumi è assicurata da condotte di ventilazione, la fuga da scale antincendio ben segnalate e ampie. In sintesi, quando si entra in un albergo basta un occhio attento per verificare da subito il livello di sicurezza in caso di incendio.

L’innovazione tecnologica è l’elemento cardine dell’azienda di logistica, struttura commerciale che per sua natura è classificata ad alto rischio incendio, seconda tappa dei sopralluoghi antincendio. Materiali come cartone, legno e plastica, altamente infiammabili, costituiscono l’elemento quotidiano per chi opera in questo settore. E il rischio si annida non tanto nel momento della movimentazione dei pallet, quanto in quello dello stivaggio e della giacenza.

È qui che la tecnologia e un sistema avanzatissimo di movimentazione e prevenzione incendio entrano in modo massiccio con una soluzione che si rivela essere al tempo stesso semplice ma efficace, il classico uovo di Colombo.

Per lo stivaggio dei pallet l’azienda si è infatti dotata di un magazzino che sfrutta l’elementare principio chimico per il quale la combustione è impossibile in assenza di ossigeno. L’edificio, composto da un unico compartimento stagno isolato ermeticamente, contiene una struttura metallica su 4 piani per la movimentazione e stivaggio dei pallet, operazioni effettuate grazie a trasloelevatori. All’interno viene insufflata una miscela di ossigeno e azoto in percentuale fissa, mantenuta costante grazie a un sofisticato sistema di controllo elettronico. L’atmosfera modificata, o sotto-ossigenata, all’interno del magazzino non è nociva se respirata per brevi periodi – un paio d’ore circa – e consente al personale di effettuare le normali operazioni di manutenzione. Del resto il magazzino è progettato per accogliere le merci e non prevede la presenza dell’uomo, se non in casi sporadici.

La fiamma libera di un accendino o di una torcia, durante una prova dimostrativa effettuata dal personale, non resiste più di qualche secondo trascorso il quale si estingue in modo definitivo.

Qualche dato, senza voler scendere troppo in dettagli tecnici: i punti di analisi per verificare la percentuale di ossigeno/azoto nel magazzino sono quaranta. I rilevatori analizzano inoltre anche la temperatura dell’azoto che non deve mai scendere sotto gli zero gradi centigradi. Gli analizzatori eseguono un autoanalisi due volte al giorno per essere sempre “a registro”.

In caso di rilevazione di fumo, i tempi per “richiamare” il pallet problematico sono ristrettissimi, in meno di un minuto esce dal magazzino dove trova la squadra antincendio pronta ad intervenire.

La stanza dei bottoni è costantemente monitorata e dotata di sistemi di autocontrollo, poiché il suo perfetto funzionamento è cruciale per tutto il sistema. Anche se, considerate le caratteristiche sopra descritte, pare impossibile che si possa verificare una situazione di pericolo per ogni eventualità è allestita in perfetta efficienza una sala per la gestione delle emergenze, dotata di maschere e di tutto quello che può servire in caso di fuoco.

La sicurezza, anche nel caso della prevenzione incendi, è in misura sempre maggiore correlata alla conoscenza e alla tecnologia e deve essere affidata a personale competente e costantemente aggiornato.

Si comprende, quindi, l’importanza di corsi di formazione altamente qualificati come quello organizzato dall’Ordine Ingegneri varesino: «Quando si parla di sicurezza, ambito nel quale l’inefficienza è misurata in termini di vite umane o di infortuni con danni permanenti – precisa il presidente dell’Ordine, Roberta Besozzi -, è molto più importante la formazione alla prevenzione che non, a fatto avvenuto, il provvedimento tardivo della sanzione. Noi ne siamo sempre stati convinti e continueremo nel nostro impegno volto alla formazione di addetti competenti, esperti e aggiornati su ogni aspetto di questa importante componente dell’attività degli ingegneri».