Da oggi a sabato 15 ottobre, fieramilano Rho ospita 33.BI-MU, la più importante manifestazione italiana dedicata all’industria costruttrice di macchine utensili, robot, automazione, digital e additive manufacturing e subfornitura. Il clima che si respira è quello di un mercato ancora vivace, nonostante gli ordini del terzo trimestre siano rallentati (-14,3%): -40% gli ordini interni. Tengono invece gli ordini esteri che registrano +3,2%.
Barbara Colombo, presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha così commentato oggi durante l’inaugurazione di B-MU quetsi dati: “Sebbene questo rallentamento abbia certamente una componente fisiologica ed il livello degli ordini resti alto, il calo va comunque interpretato anche alla luce dei grandi fattori di destabilizzazione che riguardano il contesto quali, rincaro materie prime, difficoltà nel reperimento di componenti elettriche ed elettroniche e crisi energetica. Per questo – ha continuato la presidente di UCIMU – al nuovo governo chiediamo un piano straordinario di interventi a sostegno delle imprese, fondamentale per il mantenimento del tessuto economico e sociale del paese”.
“Grazie agli incentivi 4.0, operativi da più di un quinquennio, l’ammodernamento “dell’Officina Italia” è stato avviato e sostenuto. Ma la trasformazione digitale degli impianti e l’ampliamento della capacità produttiva non sono certo ultimati, devono, quindi, proseguire. Per questo chiediamo di ragionare, oltre il 2025, su un provvedimento strutturale di incentivo alla sostituzione dei macchinari obsoleti e di introduzione di tecnologie 4.0. Anche perché queste tecnologie rispondono all’esigenza di riduzione dei consumi di energia e di gestione ottimale delle risorse”.
“In materia di internazionalizzazione – ha aggiunto Barbara Colombo – riteniamo necessario il potenziamento delle iniziative per la promozione del Made in Italy oltre confine messe in atto dal Ministero Affari Esteri e da ICE-Agenzia che molto funzionano per le nostre aziende: dall’invito degli utilizzatori stranieri alle manifestazioni internazionali di settore che si svolgono in Italia, a tutti i piani promozionali del made in Italy settoriale attivati e rivolti al pubblico estero, alla creazione di centri tecnologici nelle aree in sviluppo. Chiediamo poi – ha concluso la presidente di UCIMU – che il nuovo governo continui a lavorare in Europa affinché l’UE trovi una linea comune che possa evitare che alcuni paesi paghino più di altri per il conflitto tra Russia e Ucraina. È da tempo che in Europa si discute di un price cap ma siamo ancora in attesa. Occorre accelerare in questo senso. Questo perché gli effetti della crisi energetica possono essere, per il sistema economico e manifatturiero europeo, anche più devastanti di quelli determinati dall’emergenza sanitaria esplosa nel 2020”.
Ma oggi quasi 700 imprese sono presenti a Rho di cui il 37% estere a dimostrazione dell’importanza del ruolo italiano nel mercato delle macchine utensili.
Protagoniste assolute sono: macchine ad asportazione, deformazione e additive, robotica, automazione, tecnologie digitali e 4.0, intelligenza artificiale, sistemi di metrologia e controllo qualità, logistica per l’industria meccanica, tecnologie ausiliarie e subfornitura. A queste si aggiungono 5 aree espositive per i 5 temi tecnologici, protagonisti indiscussi del futuro:
- RobotHeart patrocinata da SIRI e dedicata al mondo della robotica;
- piùAdditive, patrocinata da AITA-ASSOCIAZIONE ITALIANA TECNOLOGIE ADDITIVE e dedicata alle tecnologie additive;
- BI-MU DIGITAL focalizzata su mondo dell’ICT e delle tecnologie per la connettività;
- METROLOGY & TESTING centrata su sistemi, macchine di prova e misura e controllo qualità;
- BI-MU LOGISTICS dedicata alla logistica per l’industria meccanica.

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