Bioenergy Expo successo di pubblico e di novità

Le bioenergie conquistano Verona. Bioenergy Expo, vero e proprio salone dedicato alle energie da fonti rinnovabili in agricoltura (www.bioenergyweb.it ), fa il pieno. Di visitatori (il dato aggregato con Fieragricola 2010, andata in scena lo stesso periodo, 4-7 febbraio, vede oltre 130mila presenze, con una crescita del 7 per cento) e di aziende.

Segno che le agroenergie sono un settore in crescita, dotato di appeal, e di supporto all’agricoltura tradizionale, alla quale peraltro sono assimilati sotto il profilo fiscale.

Diverse le tipologie di fonti rinnovabili presenti a Veronafiere con Bioenergy Expo. Biomasse e biogas, cogenerazione, solare termico e fotovoltaico.

L’intero padiglione 10 e parte del padiglione 8, 160 aziende, un’area esterna dinamica dove vedere all’opera veri e propri cantieri per la cippatura del legno e la trasformazione in energia termica ed elettrica. E non manca una serra per la coltivazione idroponica di pomodori, rigorosamente alimentata dalla potenza dei raggi solari. Il futuro, insomma, è approdato a Veronafiere.

Fra le novità (difficile essere esaustivi), ci sono comunque gli ultimi ritrovati della tecnologia per la filiera legno-energia. Dalle piante fino al kilowattora, all inclusive. Forse il segmento potenzialmente più innovativo, certo è che l’indotto della filiera, fra vivaisti, impianti e macchinari per la trinciatura, la cippatura, la pressatura, le caldaie, è assolutamente in evoluzione costante. Al punto che fanno capolino a Veronafiere per Bioenergy Expo anche le società costituite per la gestione del calore da biomasse (non soltanto legnose).

Agricoltura e fonti rinnovabili si sposano alla perfezione anche sul versante del biogas. Reflui zootecnici, che nell’area padana costituiscono una spada di Damocle anche per la questione dei nitrati, ma anche insilati e scarti verdi.

E poi c’è tutto il comparto degli oli vegetali. Colza, girasole, motori che miscelano biodiesel o che utilizzano combustibili «total green». Movimento e visitatori equamente distribuiti, a seconda delle sensibilità, della vocazione agricola, dell’ubicazione e delle risorse dell’azienda.

Offerta, scelta e novità non mancano certo. Così come è in movimento l’intero segmento delle bioenergie. Il rapporto del ministero dello Sviluppo economico indica un trend positivo del 18 per cento sui consumi di energia pulita nel 2008, ultimo dato disponibile. Ma il 2009 dovrebbe segnare altri passi in avanti.

In vista della presentazione del piano energetico sulle rinnovabili, da parte dell’Italia, previsto per il prossimo giugno (ancora in alto mare), restano aperte questioni fondamentali. Nodi da risolvere in fretta e senza equivoci, se si vuole incentivare lo sviluppo delle agro-energie.

Serve certezza, ad esempio, sulle tariffe incentivanti. Bisogna dunque risolvere la questione dei 28 centesimi di euro per kilowattora: quale sarà la durata del finanziamento? Sarà fissa o indicizzata? Risvolti di non secondaria importanza, soprattutto per quelle imprese agricole che si affacciano ad investimenti ad alto impatto economico.

Da abbattere, o quanto meno da assottigliare, il muro della burocrazia. questa è un’altra questione ampiamente dibattuta a Bioenergy Expo di Veronafiere. Per quale motivi bisogna attendere anni per le autorizzazioni? O diversi mesi per connettersi alla rete e cedere energia? Stesso discorso vale per l’accisa relativa all’energia termica derivante dagli impianti di cogenerazione, che penalizza i produttori più efficienti. Poi vi sono provvedimenti inspiegabili, come l’iva applicata al cippato, che è al 20 per cento, mentre la legna da ardere ha un’iva del 10 per cento.

Squilibri che non favoriscono certo un approccio immediato alla produzione di energia pulita, che pure è il futuro e non soltanto in Italia. La curiosità c’è, l’entusiasmo verso un settore che costituisce talvolta la naturale diversificazione in agricoltura è ad onde alterne. Le novità a Bioenergy Expo confermano comunque la voglia di investire e di muoversi per una nuova sostenibilità, in agricoltura come per la produzione di energia.