Sostenibilità, efficienza energetica, mobilità green… – l’editoriale

L’aria delle nostre metropoli è sempre più irrespirabile e con l’arrivo dell’inverno e l’accensione degli impianti di riscaldamento il fenomeno si accentua.

Gli strumenti sino ad oggi messi in campo dalle amministrazioni territoriali per contenere il fenomeno si sono dimostrati del tutto insufficienti a risolvere il problema, intervenendo soltanto nei momenti di massima allerta e limitandosi alla chiusura della circolazione di alcune zone centrali delle nostre città.

Il problema negli ultimi anni non riguarda più soltanto i grandi centri urbani e le attigue periferie delle metropoli, ma anche le piccole città di provincia, dove il numero dei veicoli circolanti è del tutto sproporzionato rispetto alla rete stradale disponibile.

Da anni si parla d’interventi strutturali per combattere il problema, iniziando dalla sostituzione degli impianti di riscaldamento obsoleti con quelli di ultima generazione a basso consumo ed alta efficienza; azioni preventive di contenimento del traffico a fronte di un rafforzamento dei servizi pubblici di trasporto; politiche di incentivazione all’uso di auto elettriche, alla promozione del carpooling e alla ristrutturazione degli edifici per il contenimento delle dispersioni di calore ecc. ecc.

Bene, tutte buone idee ma purtroppo insufficienti ad una soluzione definitiva, e oggi, con i problemi creati dalla crisi economica, mancano anche i necessari strumenti finanziari per permettere alle pubbliche amministrazioni di investire in questa direzione.

Ma che fare allora?

Forse in un periodo di crisi come quello attuale, in cui “l’uscita dal tunnel” e l’agognata ripresa economica vengono continuamente procrastinate di scadenza in scadenza, l’attenzione all’ambiente può diventare un’occasione per ripensare, intanto, ad alcune nostre

cattive abitudini. Partendo dai piccoli gesti quotidiani è possibile cambiare il mondo affermano gli ambientalisti,

e certamente dicono una grande verità; ma è proprio la difficoltà di metabolizzare il cambiamento che rende complesso raggiungere l’obiettivo. Siamo “fatti” di gestualità e di abitudini che ci contraddistinguono e identificano, delineando la nostra personalità. Cambiare in modo radicale, come sarebbe necessario per rendere il cambiamento davvero efficace, non è cosa da poco.

Utilizzare l’auto solo quando è strettamente necessario richiede innanzitutto di rivedere il concetto di necessità, di bisogno, di ciò che sino a ieri pareva tale, ma che in realtà non lo è o, almeno, non lo è più.

Ristrutturare i vecchi edifici dando priorità all’efficienza energetica e sacrificando i dettagli squisitamente estetici vuol dire cambiare i parametri del gusto, arrivando a comprendere che è bello solo ciò che è anche sostenibile.

È certo che un percorso virtuoso in questa direzione comporta notevoli sacrifici e richiede innanzitutto istituzioni credibili, politiche autorevoli e leadership capaci di trasmettere messaggi positivi e non impositivi.

Saremo in grado di farlo?

Se non per noi almeno proviamo a pensare ai nostri figli e alle future generazioni.

Marco Tenaglia