L’editoriale

Oggi giorno è praticamente diventato consuetudine parlare di Green Economy, ma spesso si commette l’errore di considerare come settori portanti di tale economia unicamente quello energetico e quello dei rifiuti, trascurando invece gli ambiti tradizionali (come ad esempio l’ edilizia). Ambiti che non solo sono portanti per l’economia del Paese, ma sono principalmente quelli che più di altri hanno la possibilità di trovare spazi e opportunità grazie alla nuova sensibilità economica di tipo verde.

Concentrandoci, quindi, sul settore delle costruzioni, potremmo iniziare a definire la mission della Bio Edilizia come risposta alla ricerca di una qualità della vita ormai perduta nella congestione delle città moderne e come risposta alla costante volontà di riqualificazione estetica ed energetica delle nostre aree urbane.

Infatti, parlare oggi delle costruzioni verdi presuppone un processo di innovazione costante che parte dalle nuove regole del Design applicate ai modelli abitativi. Questo per massimizzare al meglio il risparmio energetico, l’impronta ecologica della costruzione e chiaramente la qualità della vita, nel pieno rispetto dell’ambiente e con una minore spesa per chi ci abiterà. L’edilizia verde può ridurre del 50% la spesa energetica delle famiglie e abbattere l’inquinamento di CO2 prodotto dal riscaldamento, l’illuminazione e la climatizzazione.

E’ chiaro come questo settore, se correttamente sviluppato, anche attraverso lo stimolo del legislatore, sia tra quelli più importanti anche per la riqualificazione del lavoro e l’occupazione di operai, designer, architetti, ingegneri e di nuove professionalità. Figure capaci di ridare fiato all’economia e non solo, poiché è indispensabile in questo ambito anche la ricerca per soluzioni di efficienza sempre più spinta al recupero energetico, attraverso soluzioni che prevedano l’installazione di pannelli fotovoltaici di nuova generazione, di impianti di minieolico, etc.

Insomma, le possibilità sembrano infinite, ma come dicevamo, è indispensabile l’adozione nei piani abitativi, nazionali, regionali, provinciali e comunali di linee guida che prevedano sempre l’applicazione di criteri improntati a questo nuovo tipo di Style Building, nel settore residenziale, commerciale ed industriale, magari prevedendo anche incentivi che non siano semplicemente economici, ma inerenti anche alla valutazione dei progetti e agli indici di fabbricabilità assegnati.

Come sempre le iniziative private coraggiose e tese all’innovazione hanno bisogno di essere supportate da chi pensa e gestisce il territorio. Ci auguriamo che presto arrivino i segnali positivi che in molti aspettano, per creare anche in Italia un ciclo di vera Green Economy.

 Angelo Bruscino
Presidente Confapi Campania Giovani