Il progetto di PFM Packaging Machinery
A cura di Service Group R&D in collaborazione con PFM S.P.A.
Il mondo del packaging, in particolare in Europa, sta affrontando una importante rivoluzione. Stiamo infatti assistendo alla transizione da un modello di business basato quasi esclusivamente sulla massimizzazione della produttività e la minimizzazione dei costi, a uno che cerca di bilanciare gli aspetti economici con quelli sociali e ambientali, ponendo grande attenzione anche su quest’ultimi. In altre parole, nel mondo del packaging, come in molti altri settori, è in corso un’evoluzione a ritmi serrati verso un modello di sviluppo più sostenibile.
Il tema della sostenibilità ambientale nel settore del packaging è di grande attualità. L’Unione Europea si sta attivando per spingere le aziende ad adottare soluzioni più sostenibili e meno impattanti sull’ambiente, generalmente tramite incentivi o disincentivi appositamente studiati. Anche i consumatori sono sempre più sensibili al tema della sostenibilità ambientale e tendono a direzionare i propri acquisti proprio sulla base di questi fattori. La maggior parte dei consumatori in Europa (64%) ritiene che i responsabili per la produzione e distribuzione di prodotti di largo consumo non siano sufficientemente impegnati nello sviluppo di soluzioni di packaging più sostenibile. Inoltre, la maggior parte dei consumatori (77%) risulta disposta a pagare un prezzo maggiore per un prodotto confezionato in un imballaggio meno impattante sull’ambiente (Pro Carton – European Packaging Perceptions Study, 2018). La pressione esercitata dalle istituzioni e dai consumatori sui rivenditori si riflette sui produttori dei beni, i quali devono necessariamente coinvolgere sia i produttori di film per l’imballaggio, sia i produttori di macchine confezionatrici. Nuove tipologie di film per il packaging sostenibile vengono studiate per minimizzare l’impatto ambientale dell’imballaggio, cercando di rendere il materiale biodegradabile/ compostabile o facilmente riciclabile, ma mantenendo comunque le proprietà fondamentali del packaging. Caratteristica indispensabile del packaging è infatti quella di proteggere il prodotto in esso contenuto, facilitandone la conservazione e il trasporto, e massimizzando la shelf life, ovvero la vita utile prima dell’acquisto. Un packaging realmente sostenibile deve assicurare una shelf life elevata, altrimenti il danno causato dallo spreco del prodotto vanificherebbe qualunque altro tipo di sforzo. Inoltre, vanno sempre tenute in considerazione caratteristiche fondamentali quali il rispetto delle normative vigenti nel settore food, la lavorabilità dei materiali impiegati e l’aspetto estetico, che deve comunque risultare piacevole.
Il packaging flessibile è uno dei principali protagonisti della rivoluzione tecnologica in corso, in quanto rappresenta per il consumatore un grave problema ambientale, in particolare nel momento in cui deve occuparsi dello smaltimento. Il packaging flessibile viene utilizzato soprattutto nella grande distribuzione di alimenti e bevande, ma anche in settori come la farmaceutica, la cosmetica e l’igiene domestica. In Europa, sebbene il packaging flessibile rappresenti soltanto il 10% in massa sul totale del food packaging, viene impiegato per confezionare oltre il 40% dei prodotti alimentari (Flexible Packaging Europe – Sustainability Key Facts, 2018). Considerando i valori minimi di packaging-to-product ratio, ovvero il rapporto tra la massa dell’imballaggio e quella del prodotto, il packaging flessibile resta una delle soluzioni più economiche e sostenibili attualmente a disposizione.
I principali problemi legati al packaging flessibile emergono nel momento dello smaltimento. I materiali utilizzati negli imballaggi flessibili sono molteplici: non solo polimeri plastici di svariata natura, ma anche alluminio e carta, assieme ad altri componenti secondari come collanti, adesivi e inchiostri. Nella maggior parte dei casi le confezioni sono costituite da poliaccoppiati, cioè film ottenuti combinando diversi materiali (anche profondamente diversi, come plastica ed alluminio) con lo scopo di conferire alla confezione particolari proprietà, difficilmente ottenibili con un singolo materiale. Il recupero, lo smistamento e il riciclo di questi materiali è un processo molto complesso e spesso poco conveniente, sia da un punto di vista economico, sia da un punto di vista ambientale, a causa della grande quantità di risorse ed energia necessarie.
I produttori dei film destinati al confezionamento di packaging flessibile si sono attivati negli ultimi anni per portare sul mercato soluzioni in grado di ridurre l’impatto ambientale del packaging. I nuovi film “sostenibili” sono concepiti per risolvere il problema attraverso approcci differenti, puntando ad esempio alla completa riciclabilità del rifiuto o alla biodegradabilità/compostabilità dello stesso. La natura diversa di queste soluzioni si traduce in una molteplicità di materiali e combinazioni, che deve essere quindi necessariamente presa in considerazione dai produttori di macchine confezionatrici, affinché sia possibile promuovere lo sviluppo del packaging sostenibile.
Il progetto
PFM S.p.A., azienda leader nel mercato delle macchine confezionatrici, è parte attiva del processo di miglioramento della sostenibilità del packaging flessibile. L’azienda è consapevole che l’introduzione nel mercato di una vasta gamma di film sostenibili comporta un grande cambiamento anche a livello di macchine per il confezionamento. I film infatti non si comportano tutti allo stesso modo durante il processo di confezionamento. Piccole variazioni delle caratteristiche chimico-fisiche del film possono tradursi in una drastica perdita di efficienza, in un calo di protezione del prodotto o addirittura nella totale impossibilità di lavorazione. Il ruolo di PFM e dei produttori di macchinari per il confezionamento è quindi cruciale nel processo di miglioramento della sostenibilità del packaging.
Il progetto nasce proprio dalla necessità di rinnovare le macchine e i dispositivi attualmente disponibili, sviluppando soluzioni che permettano di trattare nuovi film, mantenendo i più elevati standard qualitativi senza sacrificare la produttività. Il progetto si articola in 8 fasi consequenziali, nelle quali verranno analizzati tutti gli aspetti fondamentali riguardanti il trattamento del film durante il processo di confezionamento, dalla manipolazione dello stesso alla saldatura della confezione e verranno prodotti diversi prototipi all’avanguardia.

La sostenibilità ambientale
Per valutare l’impatto ambientale di un imballaggio, e più in generale del sistema prodotto-packaging, è necessario considerarne l’intero ciclo di vita. Un rischio che si corre quando si cerca di valutare la soluzione migliore in termini di impatto sull’ambiente è infatti quello di concentrare l’analisi su un determinato segmento del ciclo di vita del prodotto, trascurando aspetti rilevanti caratteristici di altri segmenti. È opportuno ricordare anche che il concetto di packaging sostenibile prevede l’integrazione dei requisiti ambientali con quelli di tipo economico e sociale, i quali non devono essere trascurati. La commercializzazione di un sistema per il confezionamento a ridotto impatto ambientale, ma completamente disallineato sul piano economico, andrebbe ad occupare soltanto una trascurabile nicchia del mercato, vanificando gli sforzi effettuati.
Il progetto di PFM S.p.A. prevede uno studio del ciclo di vita del prodotto mediante tecniche di Life Cycle Assessment (LCA), in modo da valutare il miglioramento in termini di impatto ambientale, ottenibile grazie al confezionamento dei prodotti in packaging sostenibile. In particolare, verrà analizzato il ciclo di vita della confezione (packaging) dalla produzione allo smaltimento, prestando particolare attenzione alla fase di lavorazione del film operata dalle macchine di PFM. La valutazione dell’impatto del packaging verrà inoltre effettuata prendendo in considerazione diversi film “sostenibili” disponibili sul mercato. In questo modo sarà possibile effettuare un confronto quantitativo, oltre che qualitativo, tra le diverse tipologie di film e i relativi sistemi di smaltimento/recupero, cercando di definire infine quale sia la soluzione più ecosostenibile nei diversi contesti.
L’azienda e i partner
PFM S.p.A. è un’azienda multinazionale con sede operativa in Italia a Torrebelvicino, in provincia di Vicenza, leader nel settore delle macchine per il confezionamento di packaging flessibile. L’azienda progetta, costruisce e commercializza macchine flowrap, form fill & seal, stand-up pouch, pesatrici multitesta e linee automatiche di confezionamento per diversi prodotti, destinati sia all’industria alimentare (prodotti caseari, prodotti da forno, dolciumi, carne e pesce, prodotti ortofrutticoli, ecc.), che ad altri settori, come il farmaceutico e il cosmetico. Nel corso degli anni PFM ha sperimentato una crescita molto rapida, anche attraverso l’espansione su nuovi mercati e la costituzione o l’acquisizione di nuove società.
Il progetto, gestito e coordinato da PFM S.p.A., prevede la collaborazione con diversi partner, in un’ottica di open innovation. In particolare, è in corso una collaborazione tra l’azienda e l’Università degli Studi di Padova, la quale fornirà il proprio supporto nel campo dello studio dei materiali e in quello ingegneristico. Fondamentale è anche la collaborazione instaurata con Service Group R&D, una start-up innovativa specializzata nell’analisi degli impatti ambientali generati da prodotti e processi attraverso tecniche di valutazione del ciclo di vita.
Per maggiori info: www.pfm.it info@pfm.it
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