Come rileva il gestore servizi energetici (Gse), l’idroelettrico è la principale fonte di energia rinnovabile in Italia: nel 2021 ha infatti raggiunto il 39% della produzione complessiva. Lo stesso vale anche a livello globale: per produzione di elettricità, evidenzia l’agenzia internazionale dell’energia (Iea), l’idroelettrico da solo vale più di tutte le altre fonti rinnovabili insieme.
Con ogni probabilità rimarrà la principale fonte di energia rinnovabile almeno fino al 2030 e pertanto ne è riconosciuto il ruolo significativo all’interno della transizione energetica. Ciononostante l’Iea afferma che nel medio termine sarà superata da altre tecnologie come quella fotovoltaica e quella eolica, caratterizzate da tassi di crescita più elevati. Attualmente, tre quarti dell’elettricità prodotta con questa modalità provengono dalla Cina. Anche India, Europa e Stati Uniti sono produttori importanti.
Terna, la società operatrice delle reti di trasmissione dell’energia elettrica, fornisce dati sulla produzione di energia idroelettrica in Italia. All’ultimo aggiornamento, gli impianti nel nostro paese sono quasi 5mila e la maggior parte di trova nel nord del paese. Infatti l’idroelettrico ha capacità maggiori in territori caratterizzati da forti dislivelli, perché questi favoriscono il movimento dell’acqua. Dei 4.852 impianti presenti in Italia, quasi 4mila sono localizzati al nord. Mentre appena 572 si trovano al centro e 334 al sud.
Il Piemonte è primo per numero di impianti idroelettrici: 1.087, pari a oltre un quinto del totale. Seguono Trentino Alto Adige e Lombardia con rispettivamente 890 e 748 strutture. Mentre al primo posto per potenza installata si trova la Lombardia (più di 5mila megawatt), seguita da Trentino e Piemonte, con valori oltre i 3mila Mw.
Dal 2007 a oggi la produzione di energia idroelettrica in Italia ha subito delle oscillazioni ma nel complesso l’andamento non ha registrato un miglioramento evidente, a differenza di altre fonti come il fotovoltaico. In proporzione rispetto alle altre fonti il suo contributo è diminuito. Come mette in luce il Gse, il periodo compreso tra 2007 e 2021 è stato caratterizzato dall’installazione di impianti principalmente di piccole dimensioni.

Secondo l’Iea, il sistema idroelettrico ha un potenziale immenso, ma complessivamente si tratta di una modalità di produzione energetica che sta subendo un progressivo rallentamento. Il settore riceve sempre meno investimenti e di conseguenza è caratterizzato da una crescita molto lenta. L’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sottolinea inoltre che i cambiamenti climatici, in particolare con il progressivo calo delle precipitazioni e lo scioglimento dei ghiacciai, ne stanno mettendo sempre più a rischio l’efficienza.
Un altro aspetto problematico del sistema idroelettrico è il suo potenziale effetto negativo sugli ecosistemi acquatici, dovuta all’interruzione della continuità del flusso.
La transizione energetica, come hanno sottolineato 150 ong europee, dovrebbe andare di pari passo con la tutela dell’ambiente e della biodiversità.
Alla luce di queste considerazioni, che permettono di vedere il potenziale dell’idroelettrico ma anche i suoi limiti da un punto di vista ambientale, è importante che la sua crescita sia supportata dall’ammodernamento degli impianti e dalla tutela degli ecosistemi più fragili, come per esempio le zone protette.
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