Articoli in : PMI Europa e Ricerca
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In questa fine 2010 arrivano dall’Unione europea notizie importanti per le imprese, sui fronti della semplificazione amministrativa e della lotta alla contraffazione. Spicca su tutte la conclusione dell’accordo tra l’Unione europea e gli Stati Uniti per frenare il commercio di beni contraffatti e piratati, stimato a un valore di 250 miliardi di dollari all’anno.
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Parte uno dei più importanti bandi di gara per le proposte di ricerca sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) nell’ambito del programma quadro europeo di ricerca: sarà possibile finanziare progetti per 780 milioni di euro per il 2011.
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Oggi, l’organo di ricerca della Commissione, il Centro comune di ricerca, pubblica per la prima volta una mappa basata sugli indicatori delle minacce potenziali che incombono sulla biodiversità dei suoli, destinata a guidare i decisori politici nella tutela di questa risorsa fondamentale. La biodiversità del suolo è fondamentale per l’agricoltura e il ciclo dell’acqua e del carbonio. L’atlante evidenzia le zone dell’Unione dove la biodiversità dei suoli è più gravemente minacciata rispetto alla situazione attuale, in particolare in determinate zone del Regno unito, nei paesi del Benelux e nel Nord della Francia, nonostante esistano zone a rischio anche in altri Stati membri. fornendo in tal modo una fonte d’informazione esaustiva per i ricercatori, i decisori politici e gli insegnanti. Sarà presentato alla conferenza “‘Soil, Climate Change and Biodiversity – Where do we stand?”, che si terrà a Bruxelles il 23 e 24 settembre 2010.
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Circa 800 borse per un totale di 150 milioni di euro saranno concesse ai ricercatori che lavorano su progetti della durata massima di tre anni in un altro paese dell’UE. Per la prima volta sono disponibili finanziamenti anche per i ricercatori che desiderino riprendere la loro carriera dopo un’interruzione. Nel 2011 le azioni Marie Curie avranno una dotazione complessiva di 772 milioni di euro e dovrebbero creare 7 000 nuovi posti di lavoro.
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Pur rappresentando soltanto il 16% della superficie terrestre globale, le regioni più a nord del nostro pianeta – quelle al di sopra della latitudine di 50° N – immagazzinano oltre la metà del carbonio presente nei suoli della Terra. Fino ad oggi, l’attenzione pubblica si è concentrata sullo scioglimento del ghiaccio artico come uno degli indicatori del cambiamento climatico. Nel terreno della regione del permagelo settentrionale si trovano però 1700 miliardi di tonnellate di carbonio organico, il cui disgelo potrebbe provocare un sostanziale rilascio di gas serra nell’atmosfera, che a sua volta aumenterebbe ulteriormente il riscaldamento globale. L’Atlante del suolo della regione settentrionale circumpolare (The Soil Atlas of the Northern Circumpolar Region), pubblicato oggi dal Centro comune di ricerca della Commissione (JRC), è la prima raccolta contenente tutte le informazioni disponibili su questa quantità di carbonio ritenuto, nonché altri dati importanti sui suoli settentrionali. L’atlante costituirà perciò un prezioso aiuto scientifico per lo sviluppo di modelli del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile.
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