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	<title>Innovare - la sfida della piccola media impresa</title>
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	<description>La sfida della piccola e media impresa</description>
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		<title>Patto sociale per il territorio &#8211; Confapi Varese, Cgil, Cisl e Uil</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal mondo Confapi]]></category>
		<category><![CDATA[Focus]]></category>

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		<description><![CDATA[Associazione delle Pmi e sindacati sottoscrivono un documento rivolto alle istituzioni che definisce linee strategiche comuni a sostegno di imprese e lavoratori in tempo di crisi. Riconfermata la detassazione: aliquota Irpef al 10%]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/Foto1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1806" title="Foto1" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/Foto1-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>Una linea strategica comune a sostegno delle imprese e dei lavoratori al fine di contenere l&#8217;impatto della situazione economica e la riproposizione dell&#8217;intesa grazie alla quale i lavoratori della aziende aderenti al sistema <strong>Confapi Varese</strong> potranno continuare ad ottenere i benefici fiscali alla cosiddetta &#8220;detassazione&#8221;.<br />
A controfirmare gli accordi sono stati questa mattina i vertici dell&#8217;associazione delle Piccole e Medie Industrie del Varesotto &#8211; rappresentati da <strong>Franco Colombo</strong>, presidente; <strong>Marco Praderio</strong>, direttore generale e <strong>Piero Baggi</strong>, vicedirettore e responsabile delle relazioni industriali -, unitamente alle rappresentanze sindacali attraverso i loro segretari provinciali: <strong>Franco Stasi, Carmela Tascone e Antonio Albrizio</strong>, rispettivamente di <strong>Cgil, Cisl e Uil.</strong></p>
<p>DETASSAZIONE</p>
<p>Nel primo caso si è trattata di una importante riconferma: in virtù della &#8220;detassazione&#8221; già applicata nel 2011<strong>, ai dipendenti delle aziende associate Confapi Varese potrà essere applicata un&#8217;aliquota Irpef agevolata, nella misura del 10% in luogo di quella ordinaria</strong>.<br />
Oggetto del beneficio tutte quelle prestazioni riconducibili ad incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa, quali il lavoro straordinario, le indennità di turno, il lavoro supplementare, il lavoro notturno e quello festivo.<br />
Una riconferma che va ad incentivare la flessibilità, permettendo ai lavoratori di avere più soldi in busta paga alla fine del mese.</p>
<p>UN PATTO SOCIALE PER IL TERRITORIO</p>
<p>Ma come accennato &#8220;<strong>la novità quest&#8217;anno riguarda la sottoscrizione tra Confapi Varese e Cgil-Cisl-Uil del &#8220;Documento sulla crisi in Provincia di Varese&#8221;, </strong>ha spiegato Piero Baggi.<br />
Un documento indirizzato a Regione, Provincia e Camera di Commercio, che coinvolga anche le due Università, in cui le sigle sindacali e l&#8217;associazione delle Pmi definiscono delle <strong>linee strategiche comuni finalizzate a contenere la crisi sul territorio.<br />
</strong>Una sorta di &#8220;cabina di regia&#8221;, una &#8220;fonte di spunti&#8221; che promuova <strong>un patto sociale</strong> al fine di contenere le ricadute della grave situazione economica nel Varesotto, acuitasi nell’ultimo periodo dalle costanti difficoltà in cui si dibatte il sistema manifatturiero con il conseguente  consistente aumento di esuberi pari ad oltre 2.000 lavoratori, che si aggiungono a quelli già iscritti alle liste di mobilità nel primo semestre 2011 (8.613 i lavoratori presenti nelle liste al 30 giugno 2011 – dati OsserVa).</p>
<p>I CONTENUTI DEL DOCUMENTO</p>
<p>Ma quali sono le richieste inserite nel documento? Sindacati e associazione di categoria chiedono interventi di sostegno del manifatturiero; credito alle Pmi e sostegno a quelle che innovano ; sostegno del reddito dei lavoratori che hanno perso il lavoro, in particolare attraverso  forme di microcredito per spese indilazionabili quali mutui e affitti; alla Provincia la messa a disposizione dei dati in proprio possesso circa le professionalità dei lavoratori collocati in mobilità e/o disoccupati o inoccupati, al fine di favorire incontro tra domanda ed offerta, anche attraverso una piattaforma informatica unica; un costante monitoraggio dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, sollecitando la Provincia a favorire azioni di ricollocazione delle persone presenti nelle liste di mobilità, individuando percorsi coerenti al riguardo, a partire dalla formazione necessaria; riqualificazione delle aree dismesse con particolare attenzione a nuovi insediamenti produttivi.</p>
<p>Infine, Confapi Varese e sindacati chiedono &#8220;di accelerare tutti i passi necessari alla costituzione di un forte patto sociale per la prospettiva produttiva ed occupazionale della Provincia, relativamente al percorso Varese 2020&#8243;.</p>
<p>LE DICHIARAZIONI</p>
<p>&#8220;Si tratta di un documento impegnativo e che fa riferimento al credito per le Pmi, alla possibilità di ridurre orari, o accedere a contratti di solidarietà prima di licenziare. Un particolare problema &#8211; ha sottolineato <strong>Franco Stasi </strong>della Cgil &#8211; riguarda i lavoratori &#8220;esodati&#8221;, quelli che con le norme precedenti accedevano alla pensione con la mobilità&#8221;.</p>
<p>&#8220;Un&#8217;uscita da questa situazione &#8211; che resterà molto dura per tutto il 2012 &#8211; non può prescindere da una &#8220;cabina&#8221; di regia che unendo associazioni di categoria, sindacati, Regione, Provincia, Camera di Commercio e Università riesca a tracciare le vie da seguire per limitare i danni sul territorio&#8221;, ha detto <strong>Carmela Tascone</strong> della Cisl.</p>
<p>&#8220;Tutti insieme mettiamo al centro il problema occupazionale &#8211; ha ribadito <strong>Antonio Albrizio</strong> della Uil -. La prospettiva di uscita dalla crisi non si conosce, per questo serve lavorare uniti sostenendo le persone anche col microcredito. Una strada importante sarà quella del &#8220;tavolo di concertazione&#8221; che consideri diversi aspetti. L&#8217;accordo con Confapi è un esempio virtuoso&#8221;.</p>
<p>E se il direttore di Confapi Varese <strong>Marco Praderio</strong> ha ricordato come &#8220;Varese sia spesso laboratorio e modello a livello nazionale, come confermato nell&#8217;ambito della Sicurezza sui posti di lavoro&#8221;, il presidente <strong>Franco Colombo</strong> ha sottolineato &#8220;l&#8217;importanza di trovarsi tutti dalla stessa parte nei momenti difficili&#8221;. &#8220;Istituzioni, imprese e sindacati hanno la responsabilità di trovare interessi comuni per il territorio. L&#8217;obiettivo di questo documento è dare spunti per arrivare ad accordi ampi e concreti. Serve agire sul credito alle imprese, sul microcredito per i lavoratori e sulla rinegoziazione del debito per dare ossigeno al manifatturiero&#8221;.<br />
Colombo ha brevemente commentato anche le liberalizzazioni del governo Monti:&#8221;Personalmente non mi aspetto l&#8217;11% di crescita come è stato  detto. Questa non è una spinta all&#8217;economia. Servono risorse tangibili&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;arte crea innovazione &#8211; un confronto aperto tra artisti e imprenditori</title>
		<link>http://www.rivistainnovare.com/headline/larte-crea-innovazione-un-confronto-aperto-tra-artisti-e-imprenditori/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 17:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal mondo Confapi]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[È stato grande il successo di partecipazione alla serie di incontri sui rapporti tra Arte e Impresa, organizzati da Apindustria e Api Giovani in collaborazione con Randstad, Sigla – agenzia di comunicazione, Dipiemmestudio e Fapi, Fondo Formazione PMI. Almeno 200 persone hanno affollato gli incontri iniziati ad aprile con la parte- cipazione di Silver, il papà di Lupo Alberto, e che si concludono il 15 dicembre con un incontro che vuole celebrare Sergio Bonelli, editore recentemente scomparso, che con i suoi personaggi (Tex, Zagor, Mr. No, Martin Mystere e Dylan Dog per ricordarne alcuni) ha accompagnato i lettori italiani negli ultimi sessant’anni. - a cura di GIACOMO CECCHIN]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1800" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/arte-crea-innovazione.jpg"><img class="size-medium wp-image-1800" title="arte-crea-innovazione" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/arte-crea-innovazione-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Promotori dell&#39;iniziativa Api Web 2011 - G. Daolio, T. Prati, C. Mondini, D. Gotti</p></div>
<p>È stato grande il successo di partecipazione alla serie di incontri sui rapporti tra Arte e Impresa, organizzati da Apindustria e Api Giovani in collaborazione con Randstad, Sigla – agenzia di comunicazione, Dipiemmestudio e Fapi, Fondo Formazione PMI. Almeno 200 persone hanno affollato gli incontri iniziati ad aprile con la partecipazione di Silver, il papà di Lupo Alberto, e che si concludono il 15 dicembre con un incontro che vuole celebrare Sergio Bonelli, editore recentemente scomparso, che con i suoi personaggi (Tex, Zagor, Mr. No, Martin Mystere e Dylan Dog per ricordarne alcuni) ha accompagnato i lettori italiani negli ultimi sessant’anni.</p>
<p>«È stato un progetto che ha mantenuto tutte le aspettative – ha sottolineato durante l’incontro di chiusura <strong>Erica Gazzurelli, presidente di Api Giovani </strong>– incontri interessanti, relatori che si sono messi in gioco e hanno condiviso le loro esperienze e molti imprenditori che hanno ritrovato l’orgoglio di un’attività che li porta a poter essere considerati i veri artisti del 2000. Solo un artista-imprenditore infatti, creativo e tenace, può riuscire a trovare l’innovazione che consenta di uscire dalla crisi».</p>
<p>Sotto il titolo L’Arte: che impresa! si sono succeduti incontri che hanno visti protagonisti disegnatori di fumetti, storici dell’arte, restauratori, editori e sceneggiatori: tutte persone che hanno fatto dell’arte una professione.</p>
<p>Ad aprile Guido Silvestri in arte Silver, il “papà” di Lupo Alberto, ha spiegato che si sente più imprenditore che artista e che Lupo Alberto oltre ad essere un personaggio dei fumetti molto amato è anche il protagonista di una politica di merchandising molto curata.</p>
<p>«La gente spesso pensa che il fumettista non sia un vero mestiere – ha spiegato <strong>Silver</strong> – che sia tutto improvvisazione e non ci sia invece dietro un lavoro di gruppo, un confronto costante con il mercato. Per questo preferisco definirmi un artigiano più che un artista e sulla mia carta d’identità c’è scritto imprenditore. Quando hai dei clienti che attendono il lavoro a scadenze fisse non puoi permetterti di aspettare che arrivi l’ispirazione».</p>
<p>Il secondo incontro ha invece visto la partecipazione dell’artista e restauratore <strong>Giuseppe Billoni e dello storico dell’arte Paolo Bertelli </strong>che hanno affrontato il tema delle botteghe artistiche italiane partendo dal restauro di un’o- pera seicentesca di Antonio Maria Viani. Gli artisti rinascimentali erano veri e propri imprenditori che affrontano il mercato cercando di ottenere gli appalti e le commissioni migliori e dovevano gestire i collaboratori, i costi delle forniture e i tempi di lavorazione proprio come ai giorni nostri.</p>
<p>A seguire <strong>Giovanni Agosti</strong>, storico dell’arte e curatore di importanti mostre come quella di Mantegna al Louvre nel 2008, ha parlato del dietro le quinte delle grandi esposizioni d’arte e del punto di equilibrio che occorre trovare tra validità del progetto scientifico, importanza delle opere esposte e numero dei visitatori.</p>
<div id="attachment_1801" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/arte-cre-innovazione-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1801" title="arte-cre-innovazione-2" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/arte-cre-innovazione-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">I relatori dell&#39;incontro sul libro - Marco Zapparoli e Erica Gazzurelli</p></div>
<p>Nel penultimo incontro invece è stata la volta di <strong>Marco Zapparoli, della Marcos y Marcos</strong> casa editrice indipendente di Milano, che si è confrontato con i partecipanti sul mercato del libro. L’editore ha sottolineato come in Italia manchi un target di lettori che stia a metà tra chi legge molti libri all’anno e chi non ne legge nessuno. Questa è la vera difficoltà con cui si confrontano gli editori che devono puntare su prodotti di qualità e su un rapporto forte e di fiducia con i librai.</p>
<p>«Abbiamo voluto chiudere questa serie di incontri riportando a Mantova Silver e mettendolo a confronto con Alfredo Castelli – ha dichiarato<strong> Erica Gazzurelli</strong> – siamo contenti che abbiano accettato perché ci sarebbe piaciuto chiudere gli incontri avendo come ospite Sergio Bonelli, venuto a mancare improvvisamente lo scorso settembre. Sergio Bonelli incarnava davvero la figura di imprenditore-artista: un editore che ha fatto la storia del fumetto italiano e ha lanciato personaggi come Dylan Dog, un autore che ha creato Zagor e Mr No e gli ha fatto vivere storie indimenticabili».</p>
<p><strong>@PI WEB 2011: una serie di incontri tra internet e dintorni</strong></p>
<p>Quale azienda oggi non dispone di un sito internet aziendale? Pensiamo siano veramente poche ma questo non significa che tutti sappiano utilizzare al meglio gli strumenti che la rete mette a disposizione delle aziende per farsi conoscere e soprattutto per impostare una politica commerciale che non solo porti risultati ma sia misurabile concretamente nei suoi effetti. Apindustria è partita da questa considerazione per organizzare la serie di incontri che fanno parte di un ciclo intitolato @PI Web 2011 – Incontri su internet e dintorni realizzato grazie al sostegno e alla collaborazione di alcune aziende associate: Dipiemme Studio, Nur e Sigla – agenzia di comunicazione.</p>
<p>«L’idea è quella di fornire alle aziende degli strumenti concreti per sfruttare al massimo le potenzialità offerte dalla rete – ha dichiarato <strong>Giacomo Cecchin, responsabile della Comunicazione di Apindustria</strong> – nel primo incontro che si è tenuto nell’ultima settimana di ottobre si è affrontato il tema del sito aziendale e di come trasformarlo da semplice vetrina di prodotti ad un vero e proprio strumento di business».</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_1802" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><strong><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/arte-crea-innovazione-3.jpg"><img class="size-medium wp-image-1802" title="arte-crea-innovazione-3" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/arte-crea-innovazione-3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Platea di imprenditori degli incontri su Internet e dintorni </p></div>
<p><strong>Massimiliano Boschini (Dipiemme studio) e Stefano Violi (Nur)</strong> hanno affrontato in modo efficace e diretto quali sono le caratteristiche di un buon sito web e come si può provare a migliorarlo. Dopo una breve panoramica sulla storia del web, tra passato presente e futuro, si è parlato del perché avere un sito e di quali obiettivi ci si propongono (informare, condividere, business?) e di quali regole rispettare per un sito a regola d’arte (eye tracking e fattori di successo). Il tutto accompagnato da case history aziendali che hanno consentito ai partecipanti presenti di avere una dimostrazione concreta ed esempi da applicare direttamente in azienda.</p>
<p>A seguire si è affrontata la tematica dell’indicizzazione sui motori di ricerca con <strong>Simone Paganini </strong>di Dipiemme Studio che ha evidenziato come la realizzazione del sito sia solo il punto di partenza. Occorre lavorare per essere visibili sui motori di ricerca e in particolar modo su Google per far sì che i navigatori possano trovare facilmente prodotti e servizi aziendali.</p>
<p>Tutti gli incontri sono a partecipazione libera e gratuita e il ciclo proseguirà con appuntamenti dedicati alla promozione pubblicitaria tramite i Social network, all’e-commerce e al Marketing mix.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Giacomo Cecchin<br />
Api Mantova</em></p>
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		<title>Geatecno: dal premio innovazione dello SMAU di Milano alla Cina</title>
		<link>http://www.rivistainnovare.com/le-pmi-sanno-innovare/geatecno-dal-premio-innovazione-dello-smau-di-milano-alla-cina/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 17:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le PMI sanno innovare]]></category>

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		<description><![CDATA[Innovazione è stato da sempre il credo aziendale di Geatecno, azienda leader nel meridione per la progettazione, realizzazione e manutenzione di impianti fotovoltaici grid connected. I suoi giovani amministratori ne erano convinti fin dal 2006 quando l’azienda iniziava a muovere i primi passi in un terreno ancora sconosciuto, quando investire sulle fonti rinnovabili non era ancora diventata una moda. - a cura di V. VENTRICELLI e R. GENGHI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1794" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/geatecno-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1794" title="geatecno-2" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/geatecno-2-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">Gianni Ventola, Nichi Vendola, Beppe Bratta</p></div>
<p>Innovazione è stato da sempre il credo aziendale di Geatecno, azienda leader nel meridione per la progettazione, realizzazione e manutenzione di impianti fotovoltaici grid connected. I suoi giovani amministratori ne erano convinti fin dal 2006 quando l’azienda iniziava a muovere i primi passi in un terreno ancora sconosciuto, quando investire sulle fonti rinnovabili non era ancora diventata una moda. I risultati raggiunti in questi anni e i riconoscimenti ottenuti in questi ultimi mesi, dallo Smau alla Cina, danno ragione e confermano quella intuizione iniziale: l’innovazione è  l’unica strada da battere per poter affrontare le sfide dell’economia globale.</p>
<p><strong>PREMIO NAZIONALE INNOVAZIONE ICT SMAU 2011 </strong></p>
<p>A partire da gennaio 2010, Geatecno ha adottato un sistema di Customer Relationship Management (CRM) open source, con lo scopo di riunire in un unico database le informazioni relative ai contatti commerciali raccolti dai propri consulenti per avere un continuo rapporto con i clienti sia nella fase pre-vendita, ma soprattutto nella fase post-vendita offrendo servizi al alto valore  ai clienti, attraverso un sistema di monitoraggio, sviluppato e realizzato internamente alla Geatecno, che permette di verificare in real time il corretto funzionamento dell&#8217;impianto fotovoltaico .</p>
<p>Tale sistema permette a Geatecno, in fase di post-vendita: il monitoraggio continuo e l&#8217;archiviazione di tutti i parametri di funzionamento presso il Cliente e presso la control room dell’azienda (il collegamento è realizzato via modem GSM/GPRS); il controllo e la visualizzazione degli stati degli interruttori/sezionatori AC e DC, dispositivo di interfaccia, scaricatori di sovratensione, allarme visivo, sonoro e sms in caso di anomalia. L’essenza di questo innovativo sistema risiede nella possibilità di acquisire e archiviare on line e in real time tutti i parametri di funzionamento dell’impianto, calcolare in funzione dei dati ambientali istantanei la potenza producibile, comparare il dato teorico con quello reale misurato. L’hardware è realizzato su base plc (programmable logic controller) per i medio- grandi impianti e su scheda elettronica appositamente progettata e realizzata per gli impianti più piccoli. In caso di qualsiasi malfunzionamento o anomalia il sistema ne visualizza su display dedicato la causa, provvede alla segnalazione visiva ed acustica dello stato di allarme, invia un sms al responsabile di impianto ed al personale tecnico di Geatecno per un immediato intervento.<br />
Un grande vantaggio, quindi, poiché considerando che gli incentivi del conto energia sono direttamente legati alla produzione di impianto, con tale sistema si riesce a massimizzarne la resa. In termini economici questo vuol dire, in sostanza, garantire l’investimento effettuato, assicurandone il rientro nei tempi previsti in fase di programmazione. Al fine di rendere user friendly la consultazione e l’immediata comprensione dei dati di sistema anche ad utenti non esperti, Geatecno ha sviluppato un’interfaccia software di facilissima interpretazione, del tipo web based, con comandi di integrazione e finestre di visualizzazione molto intuitive. L’archiviazione dei parametri di funzionamento e quindi della storia di impianto avviene in situ, presso il cliente, tramite un personal computer dedicato con funzione di data logger. Gli stessi dati sono trasmessi, poi, tramite linea GSM/UTMS riservata, al server aziendale di Geatecno ove vengono collezionati ed archiviati, realizzando, di fatto, un esatto clone del sistema presente presso il cliente.<br />
Ciò consente ai tecnici preposti di verificare in modo ancora più puntuale ed esperto che tutto stia funzionando in modo ottimale e al contempo di analizzare e confrontare le performance delle diverse tipologie di impianti realizzati individuando così i componenti più validi e le soluzioni più efficaci, nell’ottica di un continuo miglioramento progettuale.<br />
In ultimo, poi, per chi desidera conoscere lo stato del proprio impianto anche in mobilità Geatecno ha recentemente sviluppato per i più diffusi smartphone applicazioni specifiche che consentono all’utente di connettersi al proprio sistema di monitoraggio ed accedere in remoto a tutte le funzioni fruibili in situ.  In particolare il sistema permette in ogni istante di confrontare la potenza erogata dall&#8217;impianto con quella teoricamente attesa in base alle condizioni ambientali e controllarne la reale efficienza, produzione e quindi l&#8217;incentivo economico maturato.<br />
Proprio grazie a questo innovativo sistema, Geatecno si è aggiudicata il Premio nazionale innovazione ICT nella categoria Business Intelligence &amp; CRM, nell’ambito dello SMAU 2011, la principale fiera italiana dedicata all&#8217; Information &amp; Communications Technology (Milano, 19 ottobre 2011). Geatecno è stata l’unica realtà aziendale del Centro Sud Italia ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento. L’azienda è inoltre risultata finalista nella categoria “Marketing e Vendite”.<br />
A rappresentare l’azienda e ritirare il premio Giuseppe Bratta, direttore commerciale Geatecno, fondatore del Distretto pugliese delle Energie Rinnovabili  e Presidente della Sezione Energia di Confapi Bari-BAT, che dichiara: <em>“e</em><em>ssere premiati come eccellenza pugliese nel settore delle rinnovabili, in un prestigioso contesto nazionale che ha visto negli anni scorsi premiate prestigiose multinazionali di ogni settore, è motivo di orgoglio per la nostra azienda totalmente &#8220;made in puglia&#8221;. Un&#8217;azienda che ha sposato il territorio e la sostenibilità con lo stesso. Ancor di più in un momento di crisi economica, quale quello che stiamo vivendo, tale attestazione ricevuta in terra lombarda diventa motivo di riflessione sull&#8217;investimento nell&#8217; innovazione in modo particolare per quelle aziende meridionali che vogliono essere il &#8220;nord&#8221; dell&#8217;Italia”.</em></p>
<p><strong>MISSIONE CINA – PROGETTO RENEWALL – NOVEMBRE 2011</strong></p>
<div id="attachment_1795" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/geatecno-3.jpg"><img class="size-medium wp-image-1795" title="geatecno-3" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/geatecno-3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Beppe Bratta e Gianni Ventola in visita presso azienda cinese </p></div>
<p>E sono state proprio queste riflessioni e questa voglia “di fare” a spingere Geatecno a volare in Cina nell’ambito del progetto RENEWALL (Regional New Energy &amp; EnviromentAL Links<strong>)</strong>, dal 7 all’11 novembre scorsi, nelle due province dello   Zhejiang e del Guandong. Il coordinamento del progetto Renewall (cofinanziato dalla Regione Puglia, dalla Regione Emilia Romagna e dal Ministero degli Affari Esteri), è stato affidato interamente alla Puglia. Lo scopo della missione è stato quello di promuovere il partenariato  istituzionale ed economico, gli scambi tecnologici, le  opportunità di insediamento tra le due regioni italiane (con le imprese e le organizzazioni pugliesi del settore della green economy in prima fila) e le province cinesi del Guangdong e dello Zhejiang, nei settori della Green economy. Geatecno è stata tra le società promotrici dell&#8217;accordo sottoscritto tra il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il presidente della provincia del Guandong  per la realizzazione di un progetto pilota su quartiere di Canton (di circa 500.000 abitanti), nello specifico su una area urbana eco-sostenibile  ad impatto “zero”  integrato nei settori ambiente/energia/edilizia. Un grande risultato ottenuto dal Presidente Vendola e dalle aziende e dai distretti pugliesi che hanno partecipato alla missione.  E’ lo stesso Bratta, che ha rappresentato l’azienda in Cina, a commentare “<em>l</em><em>&#8216;auspicio e soprattutto l&#8217;obiettivo che Geatecno perseguirà nei prossimi mesi  è quello di continuare a coltivare con la Cina relazioni di tipo istituzionale, culturale e aziendale. Quello cinese è un paese in enorme crescita (con un PIL annuo del 10% circa). Siamo certi che il mercato cinese possa offrire tante opportunità per tutte quelle aziende in grado di relazionarsi e dialogare con la “fabbrica del mondo”. Per questo riteniamo che la nostra avventura in Cina sia solo all&#8217;inizio</em>”.</p>
<p style="text-align: right;"><em>V. Ventricelli &#8211; Confapi Bari e BAT<br />
R. Genghi &#8211; Ufficio Stampa Geatecno </em></p>
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		<title>Motomeccanica: trasformarsi nel segno della continuità</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Le PMI sanno innovare]]></category>

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		<description><![CDATA[Si potrebbe partire dal passato. Raccontare la storia di Alfonso Braga che nel 1957, insieme al compagno di studi Marco Pellegrini, ebbe l’idea di cimentarsi nella produzione di riduttori di velocità. Si potrebbe partire dal presente di Motomeccanica, una realtà contraddistinta dall’elevata specializzazione dei suoi 40 addetti e dalla vasta gamma degli articoli che produce e che, nel 2010, ha realizzato un fatturato di 11 milioni di euro.  - a cura di API VERONA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<div id="attachment_1788" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><em><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/motomeccanica-alfonso-braga.jpg"><img class="size-medium wp-image-1788" title="motomeccanica-alfonso-braga" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/motomeccanica-alfonso-braga-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></em><p class="wp-caption-text">Alfonso Braga</p></div>
<p><em>Si potrebbe partire dal passato</em>. Raccontare la storia di Alfonso Braga che nel 1957, insieme al compagno di studi Marco Pellegrini, ebbe l’idea di cimentarsi nella produzione di riduttori di velocità. <em>Si potrebbe partire dal presente</em> di Motomeccanica, una realtà contraddistinta dall’elevata specializzazione dei suoi 40 addetti e dalla vasta gamma degli articoli che produce e che, nel 2010, ha realizzato un fatturato di 11 milioni di euro. <em>Ma forse è meglio partire dal futuro</em>, perché proprio di recente <em>l’azienda veronese è diventata interamente di proprietà della famiglia Braga</em> e anche la seconda generazione, grazie al bagaglio di esperienze e professionalità acquisite, è pronta a cogliere la scommessa dei mercati.</p>
<p>I quattro fratelli Braga, Alberto, Flavio, Anna e Luisa, ai quali sono ora affidate le redini dell’azienda, hanno ereditato l’intuito e la capacità gestionale del padre Alfonso che, con il suo saper rischiare e anticipare i tempi, è sempre stato in grado di soddisfare le richieste di una esigente committenza traducendole in prodotti “su misura” di elevata qualità.</p>
<p>Imprenditorialità e innovazione continua sono gli imperativi di questa azienda che è una delle espressioni più significative del comprensorio produttivo veronese. Ed è proprio visitando la sede di Povegliano V.se (6000 mq. coperti) che si ha la conferma che qui nulla è lasciato al caso. Partendo dall’ingegnerizzazione, sviluppata utilizzando software di modellazione tridimensionale, passando per una gestione della produzione completamente informatizzata si arriva al prodotto finale. Personale altamente qualificato e un moderno parco macchine garantiscono elevata qualità, certificata da UNI ISO 9001, costi controllati e consegne ottimali.</p>
<p><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/motomeccanica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1789" title="motomeccanica" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/motomeccanica-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>MOTOMECCANICA ha scelto di mantenere, riguardo alla cura della qualità e personalizzazione del prodotto, quell’impronta artigianale che sin dagli esordi la caratterizza come partner di affidabilità e comprovato know-how in contesti nazionali e internazionali.</p>
<p>«I nostri. clienti – sottolinea il dottor Flavio Braga – sono per noi patrimonio inalienabile e con una ventina di loro, vero zoccolo duro degli ordinativi, abbiamo instaurato rapporti di continuità che ci garantiscono circa il 50% annuo del fatturato. Attualmente il mercato interno assorbe il 75% della produzione benché l’estero con Francia, Germania, Spagna, Brasile e area asiatica stia dimostrando grande interesse per la specificità del nostro prodotto».</p>
<p>L’offerta di catalogo è davvero ricca con riduttori ad assi paralleli, ortogonali, epicicloidali e cambi di velocità fino a 100.000 daNm.</p>
<p>I prodotti sono utilizzati da società impiantistiche di caratura mondiale nei settori della gomma con comando di mescolatori e calandre, nella plastica per gli estrusori, nella siderurgia per i comandi laminazione per acciaio, nella movimentazione portuale per gli argani di sollevamento, nell’alimentare per impastatrice e presse.</p>
<p>«Le attuali attenzioni commerciali sono rivolte ai settori dell’energia. Una collaborazione molto stimolante dal punto di vista tecnico e applicativo – ricorda l’ingegner Alberto Braga – è in corso con alcune società francesi del settore nucleare. Dopo una meticolosa valutazione dei processi aziendali siamo stati inseriti in una ristretta “Vendor list” per la fornitura di riduttori utilizzati nelle zone ad alto rischio della centrale nucleare».</p>
<p><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/motomeccanica-2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1790" title="motomeccanica-2" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/motomeccanica-2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Per le energie rinnovabili è stata lanciata una gamma di moltiplicatori di giri dedicati alla produzione di energia elettrica di origine idraulica.</p>
<p>Diverse applicazioni negli ultimi tre anni sono state fatte sui fiumi Po, Adige, Tanaro, Bacchiglione.</p>
<p>In particolare a San Giovanni Lupatoto in provincia di Verona il Canale di derivazione Bocche di Sorio alimenta una turbina Kaplan con interposto un moltiplicatore di giri MOTOMECCANICA che permette la produzione di 1000 kW di energia rinnovabile.</p>
<p>«La svolta significativa che ci ha portato al pieno controllo della società – proseguono Anna e Luisa Braga – ci stimola per il futuro. Nostro padre ci ha consegnato un’azienda solida e al passo con i tempi trasferendoci l’impegno di farla crescere, interpretando l’etica di impresa anche nel tempo della globalizzazione».</p>
<p style="text-align: right;"><em>API Verona</em></p>
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		<title>Dalla classicità alla stravaganza: le sedie</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Le PMI sanno innovare]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal modello Luigi XV alla linea Marilyn. La Modonutti Srl non pone alcun freno alla creatività imprimibile sul più tradizionale degli oggetti d’arredo: La sedia. E ingrana la marcia verso nuove mete del mercato internazionale. Il resoconto  del product manager Alex Modonutti. - a cura di API Udine
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1782" class="wp-caption alignright" style="width: 234px"><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/modonutti.jpg"><img class="size-medium wp-image-1782" title="modonutti" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/modonutti-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Agnelli e Tronchetti Provera</p></div>
<p>Eccentricità. Tanto eclettica quanto unica. Tinte shock abbinate a tessuti e stili raffinatamente nuovi. Per un’autentica innovazione del più tradizionale degli oggetti d’arredo: la sedia. “L’input progettuale risiede in una costante ricerca estetica, spesso all’insegna della stranezza, dell’eclettismo. Il risultato sconvolge sempre il mondo del gusto e lo eleva verso orizzonti eccentrici e bizzarri che alla fine si tramutano in tendenza”. Conosce bene il mondo del design e della moda Alex Modonutti, sa cosa vuol dire arredare un ambiente con classe ed eleganza e quando il suo estro creativo dilaga in stili tendenzialmente stravaganti, riconosce quell’essenza della tradizione in cui l’azienda di famiglia,  Modonutti, affonda le proprie radici.</p>
<p>Dai primi attori dell’industria italiana, è riconosciuta come realtà d’eccellenza. L’azienda fondata da Giordano Modonutti nel 1967, oggi diretta dalla nuova generazione di cui Alex è rappresentante e product manager, raccoglie sotto l’etichetta “sedia friulana” una forza innovativa che spiazza la concorrenza a colpi di design e inedita creatività.</p>
<p>Alla Modonutti gli alti e bassi del mercato odierno non incutono alcun timore. E i numeri parlano da soli. “Il personale interno dell’azienda conta 40 dipendenti ma richiediamo costantemente la collaborazione di una serie di altre imprese in cui lavorano circa 80 addetti – spiega Alex Modonutti -.  Le nostre collezioni non sono naturalmente rivolte al solo mercato italiano perché la rotta verso l’internazionalizzazione è già in marcia”.</p>
<p>Un terzo del mercato cui la  Modonutti  rivolge la propria  produzione è statunitense. Ma cresce la domanda in Russia, Francia, Germania, Paesi scandinavi, Danimarca inclusa. Più recente è invece l’ingresso del brand friulano in Gran Bretagna dove “a Londra ci è stato affidato l’allestimento di una serie di grandi eventi con il nostro arredo “made in Friuli” – racconta il giovane imprenditore – dai ricevimenti istituzionali di alto livello alle sfilate delle grandi firme dell’alta modo”.</p>
<div id="attachment_1783" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/modonutti-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1783 " title="modonutti-2" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/modonutti-2-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a><p class="wp-caption-text">Bill e Hillary Clinton</p></div>
<p>Tra i 500 modelli delle sedie Modonutti, realizzate al 95% con legno di faggio, una versione dorata ha fatto accomodare anche gli ospiti della Casa Bianca durante l’amministrazione Clinton. Le chairs Modonutti hanno fatto sedere i grandi della terra al vertice G8 a San Pietroburgo. Personalità della moda e dello spettacolo come Vivian Westwood hanno preso posto in sedie firmate Modonutti.</p>
<p>In Italia, oltre le commesse per il Grand Hotel Villa d’Este a Cernobbio o per il Four Season della Sheraton di Milano, i migliori capitani dell’industria italiana come Gianni Agnelli o Marco Tronchetti Provera hanno condiviso un incontro seduti in sedie create dall’azienda di Cividale.</p>
<p>Fra i modelli che hanno dato espressione alla creatività di Alex Modonutti “la sedia di Marilyn, con un imprimitur in stile Warhol, ha lo schienale in pelle ed è dipinta a mano ed è stata creata anche in jeans, tessuto emblema della modernità”. Di fatto, però, la creazione più importante  Modonutti rimane sempre la sedia Luigi XV Medaglione, a confermare che l’innovazione autentica non può che nascere dal tradizionale.</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Il Distretto della Sedia  in cui opera</span></em></strong></p>
<p>Gli imprenditori e le loro aziende si trovano davanti quello che già si ipotizzava da tempo e, logicamente, chi ha saputo essere lungimirante oggi riesce a difendersi dalla morsa della crisi e ad affrontare lo scompenso dei mercati.</p>
<p>E’ necessario rivalutare e valorizzare la cultura aziendale degli imprenditori del territorio che hanno sempre saputo stare sul mercato, gestendo l’impresa nelle sue complessità e portando degli esempi di modelli di sviluppo sia di business che sociale all’interno dei distretti produttivi.</p>
<p>Si deve trovare il modo di duplicare modelli di insegnamento da diffondere nelle scuole e nelle università facilitando così l’immediato inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.</p>
<p>In questo modo saranno salvaguardate l’arte, la cultura, la sartorialità, la tradizione artigianale che contraddistinguono il Friuli.</p>
<div id="attachment_1784" class="wp-caption alignleft" style="width: 233px"><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/modonutti-3.jpg"><img class="size-medium wp-image-1784" title="modonutti-3" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/modonutti-3-223x300.jpg" alt="" width="223" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Vivienne Westwood</p></div>
<p>Il Distretto della Sedia è stato un esempio di successo in tutto il mondo e con il suo prodotto, la sedia, ha saputo consolidare importanti relazioni commerciali con i più grandi poli del business mondiale, una realtà paragonabile dieci anni fa alla silicon valley.</p>
<p>Il Distretto come caso di studio in tutto il mondo che ha catalizzato l’interesse dei maggiori buyers internazionali dei più prestigiosi nomi della cultura industriale, del design, del marketing, della politica e dell’imprenditoria Italiana. Forse si poteva fare qualche cosa di più valorizzando la cultura del territorio nelle sue più diverse espressioni, e questo avrebbe permesso di contare ancora oggi su un Distretto forte e competitivo in cui operano artigiani e imprenditori che hanno saputo essere grandi innovatori, che hanno creduto e continuano a credere nelle loro aziende e che oggi  avrebbero bisogno anche del supporto di una politica industriale per rilanciare l’economia del settore con linee di indirizzo e strategie per lo sviluppo e la crescita.</p>
<p style="text-align: right;"><em>API Udine</em></p>
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		<title>Nuova sfida per VML: le tinte metallizzate &#8220;MR&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:33:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Le PMI sanno innovare]]></category>

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		<description><![CDATA[Costante attenzione all’evolversi del mercato, innovazione continua e soddisfazione del cliente senza trascurare la tempestività e la qualità del servizio. Sono queste le carte vincenti della VML, Verniciatura Metalli Lecco srl di Brivio, nel lecchese. - a cura di STEFANIA GIUSSANI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/vernici-metallizzate-vml.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1777" title="vernici-metallizzate-vml" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/vernici-metallizzate-vml.jpg" alt="" width="221" height="253" /></a>Costante attenzione all’evolversi del mercato, innovazione continua e soddisfazione del cliente senza trascurare la tempestività e la qualità del servizio. Sono queste le carte vincenti della VML, Verniciatura Metalli Lecco srl di Brivio, nel lecchese.</p>
<p>L’azienda, associata all’Api di Lecco, opera nel settore delle finiture superficiali e delle protezioni anticorrosive da decenni e, sin dalla fine degli anni ‘70, ha iniziato ad applicare industrialmente i prodotti vernicianti in polvere, specializzandosi sempre più in finiture speciali e pretrattamenti performanti.</p>
<p>“Il nostro obiettivo &#8211; hanno spiegato i titolari dell’azienda, <strong>Andrea</strong> e <strong>Vittorio Magni</strong> &#8211;  è la costante attenzione all’evolversi del mondo del pretrattamento e della finitura superficiale in genere, per essere in grado di proporre al cliente un servizio di consulenza completa: individuazione del trattamento più idoneo da effettuare, studio colori, utilizzo del prodotto verniciante dalle caratteristiche più performanti, esecuzione del ciclo più adatto, industrializzazione, prove di laboratorio ed esecuzione di lavorazioni accessorie”.</p>
<p><strong>Una nuova sfida: tinte metallizzate “MR”</strong></p>
<p>Fra le vernici in polvere termoindurenti, le finiture ad effetto metallizzato continuano a guadagnare fette di mercato. Questo è particolarmente evidente nel caso di segmenti quali l’arredo per ufficio, gli elettrodomestici e gli oggetti per la casa che vedono designer e cosiddetti “trend-makers” costantemente impegnati nella ricerca di design innovativi, nuove finiture e nuovi colori dall’effetto metallico. Tali finiture possono variare nell’aspetto dal lucido all’opaco, dal liscio allo strutturato, nella tonalità dal chiaro allo scuro.</p>
<p>La maggior parte viene formulata attraverso l’uso di pigmenti metallici, principalmente a base di polvere di alluminio. Il problema di tali formulazioni è legato al fatto che l’alluminio è un metallo fortemente elettropositivo, cioè con una forte attitudine all’ossidazione. Tanto maggiore sarà la sua esposizione all’umidità dell’atmosfera, tanto maggiore risulterà la sua ossidazione, con conseguente decolorazione e perdita di brillantezza. Per questo motivo, in alcuni casi, per mantenere l’aspetto estetico dell’effetto metallizzato e prevenire l’ossidazione si interviene stendendo un ulteriore strato di top-coat trasparente protettivo.</p>
<p>Nel caso di superfici molto lisce e lucide, è tipico riscontrare macchie dovute alle micro-particelle di grassi presenti sulle dita della mano (effetto “impronta” o “Finger-pront”). Tale effetto risulta particolarmente evidente e frequente su tutti quegli oggetti che subiscono continue ed intense manipolazioni, come nel caso di mobili per la casa e l’ufficio, porte, maniglie, piccoli elettrodomestici, apparecchi da illuminazione.</p>
<p>Inoltre la frequente e necessaria pulizia di queste superfici rischia di danneggiarle, soprattutto se si adottano soluzioni detergenti troppo aggressive, come le soluzioni acquose fortemente alcaline, o solventi organici. Il rischio di danneggiamento aumenta se si abbina l’azione meccanica come nel caso di spazzolature o di pulizie con spugne di tipo duro.</p>
<p>Al fine di superare le limitazioni tecniche sopra citate, VML ha messo a punto un nuovo ciclo produttivo, denominato MR (dall’inglese “Misture Resistant”, cioè “resistente all’umidità”), grazie alla speciale applicazione di nuovi pigmenti di alluminio, eccezionalmente resistenti all’ossidazione, all’umidità atmosferica e all’effetto impronta. Questa importante innovazione ci consente di rivestire i manufatti in tutte le tinte ed aspetti possibili, in grado di soddisfare i capitolati delle aziende nel settore dell’arredo metallico per ufficio e per uso domestico. Ecco alcune foto dei prodotti trattati  con questa tecnologia.</p>
<p>L’aspettativa, in termini di durata senza variazioni significative di colore, viene in tal modo prolungata in modo molto rilevante (più di dieci volte): questa affermazione può essere facilmente dimostrata, oltre che dall’esperienza accumulata nel tempo, anche attraverso test accelerati di laboratorio, quali ad esempio: la camera umidostatica e la nebbia salina neutra.</p>
<p>Il rivestimento con la tecnologia MR rappresenta dunque una valida soluzione per tutti quei prodotti che devono essere verniciati con tinte metallizzate e destinati all’uso quotidiano.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Prodotti validi realizzati nel rispetto dell’ambiente</strong></p>
<p><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/vernici-metallizzate-vml-2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1778" title="vernici-metallizzate-vml-2" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/vernici-metallizzate-vml-2-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a>La VML srl è un’azienda la cui “mission” si identifica nel rendere il proprio servizio flessibile e adatto a soddisfare le esigenze di tempestività e qualità richieste dal cliente. L’attenzione alle esigenze dei clienti  e la ricerca di soluzioni innovative all’avanguardia, fanno si che i processi di verniciatura della VML siano in continua evoluzione in modo da garantire alla propria clientela la possibilità di essere aggiornati sulle ultime scoperte nel campo della verniciatura.</p>
<p>Inoltre l’azienda si impegna da sempre nel rispetto dell’ambiente come testimonia l’introduzione, fin dal 1999, di lavorazioni a basso impatto ambientale (pretrattamenti esenti da composti cromo). Per garantire che i prodotti soddisfino i bisogni e le aspettative dei clienti e il rispetto per l’ambiente, VML ha attuato un Sistema di Gestione per la Qualità che si ispira alla filosofia del miglioramento continuo. Tramite l’adozione della presente politica, VML sottoscrive l’impegno di operare nel rispetto di tutte le prescrizioni legislative applicabili alle proprie attività e servizi realizzando così prodotti validi ed innovativi nel rispetto dell’ambiente.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Stefania Giussani<br />
API Lecco </em></p>
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		<item>
		<title>La normazione nei progetti di ricerca &#8211; esperienza SOMMACT</title>
		<link>http://www.rivistainnovare.com/le-pmi-sanno-innovare/la-normazione-nei-progetti-di-ricerca-esperienza-sommact/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 10:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le PMI sanno innovare]]></category>

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		<description><![CDATA[Le norme sono documenti che definiscono le caratteristiche (dimensionali, prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo o servizio secondo lo stato dell’arte; specificano “come fare bene le cose” garantendo sicurezza, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe. - a cura di GIANFRANCO MALAGOLA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/sommact-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1770" title="sommact-2" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/sommact-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Le norme sono documenti che definiscono le caratteristiche (dimensionali, prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo o servizio secondo lo stato dell’arte; specificano “come fare bene le cose” garantendo sicurezza, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe.</p>
<p>Sono documenti elaborati consensualmente dai rappresentanti di tutte le parti interessate mediante un processo di autoregolamentazione trasparente e democratico e, pur essendo di applicazione volontaria, forniscono agli operatori riferimenti certi, anche di rilevanza contrattuale. Le norme sono essenziali per la crescita economica e per il progresso sociale; infatti un’adeguata attività di normazione può:</p>
<p>■ fornire un via alternativa per la divulgazione dei risultati della ricerca scientifica.</p>
<p>Infatti proprio dai risultati dei progetti di ricerca parte l’attività di sviluppo, industrializzazione e commercializzazione di nuovi prodotti; è quindi importante che nelle prime fasi della ricerca si ponga attenzione agli aspetti normativi, progettando un vero e proprio percorso per tali attività. Trasferire i risultati della ricerca in una o più norme, potrebbe avere un significativo impatto sul successivo utilizzo di tali risultati da parte dell’industria e da parte di altri ricercatori; ciò consentirebbe di illustrare chiaramente come tali risultati debbano essere implementati.</p>
<p>La Figura 1 illustra il percorso logico che, già nella fase di preparazione del progetto di ricerca, andrebbe definito al fine di valutare, per ciascun risultato industriale atteso, le attività legate alla normazione ed attribuire ad esse idonee risorse in termini di mesi uomo e/o altri costi (ad esempio costi per viaggi).</p>
<p>SOMMACT (Self Optimisation Measuring MAChine Tools &#8211; www.sommact.eu) è un progetto di ricerca che ha puntato moltissimo sull’attività di normazione per i suoi diversi obiettivi. In primo luogo <strong>SOMMACT vuole migliorare la possibilità di misurare i pezzi meccanici direttamente in macchina</strong>, garantendo la riferibilità delle misure; dal punto di vista normativo l’impatto industriale di questo risultato atteso è stato affrontato studiando <strong>una nuova norma a livello ISO</strong> (ISO 230-10, Test code for machine tools &#8211; Part 10: Determination of the measuring performances of probing system of numerically controlled machine tools). Renato Ottone, Direttore R&amp;D di ALESAMONTI e coordinatore scientifico del progetto SOMMACT è diventato Project Leader per lo sviluppo di questa norma; ciò ha significato la partecipazione a numerosi incontri in- ternazionali a livello ISO (ISO TC39/SC2) con i massimi esperti mondiali sull’argomento. La prima edizione della norma ISO 230-10 è stata pubblicata nel Maggio 2011 e sta per essere applicata al prototipo di SOMMACT attualmente in funzione all’interno di una apposita camera climatica ove è possibile variare la temperatura ambiente tra 15°C e 35°C al fine di simulare le condizioni ambientali in cui operano le macchine utensili (Figura 2).</p>
<p>Altro punto importante per i risultati industriali di <strong>SOMMACT è la compensazione volumetrica degli errori geometrici della macchina utensile</strong>. In questo caso, dall’analisi normativa effettuata all’inizio del progetto di ricerca, emergono due casi: una norma esistente, la ISO 3070 (Machine tools -Test condition for testing the accuracy of boring and milling machines with horizontal spindle) che limita fortemente l’applicazio- ne delle compensazioni alle macchine utensili e la mancanza di una norma internazionale che fornisca regole chiare sulla compensazione, sia per i costruttori di controlli numerici sia per i costruttori di macchine. Queste due situazioni avrebbero sicuramente limitato gli utilizzi industriali dei risultati di SOMMACT.</p>
<p>Per il primo caso si è proceduto durante l’ultimo meeting ISO TC39/SC2 a Berlino nell’Ottobre di quest’anno a convincere i delegati ISO sulla necessità di revisionare la norma ISO 3070, nomi- nando Gianfranco Malagola di ALESAMONTI come Project Leader.</p>
<p>Per il secondo caso il percorso è stato più complesso: si è partiti con il meeting ISO</p>
<p>TC39/SC2 di Seul (KR) nell’Aprile 2010 ove si è discusso sulla necessità di un documento normativo e si è deciso che esso avrà la forma di un Technical Report. Dopo un intenso lavoro a livello internazionale è stato approvato il documento ISO/NP TR 16907 “Machine tools &#8211; Numerical com- pensation of geometric errors“ che sta procedendo nel suo iter normativo; il Project Leader per lo sviluppo di questo documento è Renato Ottone.</p>
<p><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/sommact.jpg"><img class="size-medium wp-image-1771 alignright" title="sommact" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/sommact-270x300.jpg" alt="" width="270" height="300" /></a></p>
<p>Tutti i costi sostenuti per le descritte attività normative sono stati interamente coperti dalla Commissione Europea nell’ambito del finanziamento al progetto di ricerca SOMMACT.</p>
<p>L’intensa attività normativa nell’ambito di SOMMACT è stata riconosciuta dalla Direzione Generale per la Ricerca e l’Innovazione della Commissione Europea che il 10 Novembre 2011 ha organizzato un seminario intitolato “Standardi- sation in Research and Innovation &#8211; Practical tools for dissemination and implementation of research results“ invitando <strong>Renato Ottone ad esporre l’esperienza di SOMMACT come caso di successo nell’ambito dei progetti europei </strong>(i documenti del seminario sono scaricabili dal sito http://ec.europa.eu/research/industrial_technologies/events-research-innovation_en.html).</p>
<p>Sempre più attenzione deve quindi essere rivolta all’attività di normazione che rappresenta uno strumento fondamentale per migliorare l’utilizzo e la divulgazione dei risultati della ricerca.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Gianfranco Malagola</em></strong></p>
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		<title>Partner ideale per &#8220;dolci problemi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 10:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le PMI sanno innovare]]></category>

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		<description><![CDATA[Lyto’s progetta, produce ed installa scaffalature metalliche per magazzini automatici. In 50 anni di esperienza nel settore, Lyto’s ha acquisito la capacità di comprendere e di tradurre in pratica le necessità del Cliente: l’affidabilità del prodotto, le soluzioni e le innovazioni tecniche adottate, fra cui il caratteristico giunto ad attrito, fanno di Lyto’s il partner ideale a cui affidare un progetto speciale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/lytos-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1764" title="lytos-1" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/lytos-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></strong>Lyto’s progetta, produce ed installa scaffalature metalliche per magazzini automatici. In 50 anni di esperienza nel settore, Lyto’s ha acquisito la capacità di comprendere e di tradurre in pratica le necessità del Cliente: l’affidabilità del prodotto, le soluzioni e le innovazioni tecniche adottate, fra cui il caratteristico giunto ad attrito, fanno di Lyto’s il partner ideale a cui affidare un progetto speciale.</p>
<p><strong>I punti di forza </strong></p>
<ul>
<li>la      conoscenza delle peculiarità dei magazzini automatici</li>
<li>la      capacità / volontà di capire e risolvere le necessità del Cliente</li>
<li>la      messa a punto di soluzioni progettuali innovative e personalizzate</li>
<li>la      garanzia di qualità del prodotto nel rispetto delle norme del settore</li>
<li>l’affidabilità      di una azienda sana, gestita direttamente da una famiglia di imprenditori      ed animata da un gruppo di collaboratori esperti nel settore dei magazzini      automatizzati.</li>
</ul>
<h1><em>Il cliente</em></h1>
<p>Leader di settore in Italia e presente in oltre 130 paesi nel mondo la società Perfetti Van Melle produce e distribuisce caramelle e gomme da masticare rivestendo un ruolo di primaria importanza tra le aziende dolciarie. L’azienda detiene numerosi marchi di gomme da masticare come Vivident, Happydent, Vigorsol, Daygum, Big Babol, ma anche di caramelle, come Golia, Morositas, Goleador, Frisk, Alpenlibe, Fruittella e Mentos conosciute in tutto il mondo.</p>
<p><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/lytos-2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1765" title="lytos-2" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/lytos-2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Il crescente sviluppo del polo produttivo ha richiesto un sempre maggiore utilizzo di spazio per gli impianti di produzione, sacrificando in parte le attività di distribuzione, affidate a depositi esterni, con dispendiose attività di navettaggio e movimentazione.</p>
<p>Nasce così l’esigenza di un nuovo centro distributivo, avviato a gennaio 2009 a Lainate, e Lyto’s è stata scelta come fornitore diretta per la realizzazione del magazzino automatizzato.</p>
<p>Il nuovo centro distributivo è in grado di servire oltre 48 centri di distribuzione, per 150.000 clienti: realizzato in collaborazione con System Logistics (<a href="http://www.systemlogistics.it/">www.systemlogistics.it</a>), riceve 24 ore su 24 i prodotti dello stabilimento di Lainate (circa il 60% dei flussi) e dagli altri stabilimenti del gruppo (italiani e esteri).</p>
<h1><em>Il magazzino</em></h1>
<p>Su una superficie di 2.160 mq, con un fronte di 23,5 e una lunghezza complessiva di 92 m,  il cuore del magazzino è costituito da un deposito automatizzato per UdC pallettizzate di prodotto finito e di  imballaggi terziari.</p>
<p>Il magazzino a struttura autoportante realizzato da Lyto’s ha una capacità complessiva di stoccaggio pari a 10.400 posti pallet da kg. 1000/cad., ripartita su quattro corridoi in cui operano altrettanti trasloelevatori completamente automatizzati.</p>
<p>Per motivi sostanzialmente legati ai flussi delle diverse tipologie di prodotti ed all’ottimizzazione dell’area a disposizione, due corridoio sono stati concepiti e realizzati per operare con scaffalature e trasloelevatori a doppia profondità mentre gli altri operano a semplice profondità.</p>
<p>In entrambi i casi Perfetti Van Melle ha accolto le soluzioni strutturali Lyto’s che prevedono:</p>
<p>-       un rompi tratta singolo centrale in luce ai correnti negli scaffali a singola profondità. Questa soluzione garantisce una ridottissima flessione del pallet da 1000 kg. a favore dell’affidabilità delle operazioni di movimentazione in automatico e dell’integrità dei pallet stoccati nel magazzino. Il tutto senza perdere spazio in altezza e ad un costo decisamente contenuto.</p>
<p>-       tre stocchetti a tutta lunghezza negli scaffali a doppia profondità. Questa soluzione che Lyto’s propone alla clientela da oltre 20 anni di fatto azzera la freccia dei pallet sotto carico ed assicura un’integrità totale dei pallet a magazzino. Rispetto alle tradizionali soluzioni con spalle doppie e piani sfalsati, con questa soluzione si ottengono inconfutabili economie sia nelle strutture metalliche che nelle forche utilizzate per i trasloelevatori.</p>
<p>Il magazzino automatizzato è impostato a circa 5 metri sotto al piano campagna e si sviluppa su un’altezza complessiva di quasi 21 m. I 12 livelli di carico della scaffalatura sono suddivisi in base all’altezza dei pallet: i primi 10 livelli inferiori sono predisposti per stoccare i pallet di altezza inferiore a 1.120 mm, l’undicesimo quelli di altezza fino a 1.300 mm e l’ultimo livello per i pallet fino a 2.100 mm.</p>
<p>Anche per quanto riguarda la scelta del sistema “pavimento magazzino / ancoraggio livellamento delle strutture”, Perfetti Van Melle ha accolto pienamente la soluzione che Lyto’s propone da ormai diversi decenni:</p>
<p>-       all’atto della posa delle armature della platea di fondazione e prima del getto del calcestruzzo, Lyto’s interviene posizionando delle serie di gruppi tirafondo con piastra livellabile;</p>
<p>-       una volta realizzato il getto della platea, Lyto’s interviene per posare, saldare e livellare di precisione sopra alle piastre delle travi in profilo HEA.</p>
<p>-       terminata la posa delle travi HEA viene realizzato il getto del pavimento a filo della faccia superiore delle travi HEA stesse.</p>
<p>Questo sistema che solo all’apparenza comporta dei costi aggiuntivi, ha diversi vantaggi:</p>
<p>-       <strong>non è necessario posare tasselli meccanici e/o chimici</strong> (la cui tenuta di progetto è strettamente dipendente dalla bontà delle operazioni di posa), e quindi non è necessario realizzare  forature e carotaggi della platea. Questo evita sia il pericoloso e sconsiderato taglio delle armature portanti della platea di fondazione, sia i pesanti addebiti che alcuni produttori di scaffali addebitano al Cliente finale per ogni foro che trova un’armatura.</p>
<p>-       il livello 0,00 del magazzino viene battezzato dalla faccia superiore del sistema HEA che provvede a <strong>garantire pienamente il rispetto delle ristrette tolleranze di planarità iniziale del pavimento imposte dalle norme di riferimento</strong>. Questo evita al Cliente il contenzioso con le imprese edili poco abituate a tolleranze millimetriche nella realizzazione di un pavimento ed il contestuale addebito dei maggiori spessoramenti che alcuni produttori di scaffali sono soliti effettuare.</p>
<p>-       il <strong>montaggio delle strutture avviene in modo più veloce e preciso</strong> dal momento che la posa degli ancoraggi ed il livellamento sono già stati di fatto realizzati; inoltre le travi HEA contribuiscono in maniera determinante alla realizzazione dell’equi-potenzialità elettrica di tutte le strutture metalliche del magazzino.</p>
<p><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/lytos-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1766" title="lytos-3" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/lytos-3-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Come spesso capita, anche il rivestimento del magazzino autoportante è stato realizzato da Lyto’s che con una proposta complessiva e qualificata ha saputo garantire materiali e componenti di altissima qualità a prezzi più che contenuti.</p>
<p>Le pareti verticali e la copertura sono stare realizzate con pannelli sandwich composti da lamiere zincate pre-verniciate e schiume poliuretaniche; nella copertura è stato installato un sistema di evacuazione fumo e calore certificato che unitamente ad un capillare sistema sprinkler assicurano la riduzione a livelli minimi del rischio incendio.</p>
<h1><em>Conclusioni</em></h1>
<p>Perfetti Van Melle è entrato a far parte della folta schiera di Clienti soddisfatti dall’opera realizzata da Lyto’s. Il nuovo magazzino ha portato dopo pochi mesi di operatività ai risultati attesi sia in termini di funzionamento del sistema che di benefici economici.</p>
<p>Un altro importante successo per il mondo Lyto’s ed in generale per il mondo dei magazzini automatizzati in Italia.</p>
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		<title>Modelli e mondi a confronto in un&#8217;epoca di crisi</title>
		<link>http://www.rivistainnovare.com/innovare-con-la-formazione/modelli-e-mondi-a-confronto-in-unepoca-di-crisi/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 09:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovare con la formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Inserimento lavorativo di etnie "non dedite" al lavoro - a cura di ISFOR API]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1758" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/modelli-e-mondi-a-confronto-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1758" title="modelli-e-mondi-a-confronto-2" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/modelli-e-mondi-a-confronto-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">foto 1 - Confronto sui Rom a Siviglia</p></div>
<p>Il 12 dicembre sono stati ospiti dell’ ISFOR API alcuni rappresentanti del governo andaluso, Ana Gómez Pérez, Directora General Servicios Sociales y Atención a las Drogodepen- dencias, HortensiaAranda,ConsejeríadeEducación. Junta de Andalucía, Juan Labrador Alcaraz Gutiérrez, Gerente Provincial EPSA Málaga, Juan Carlos Navarro Zafra, Jefe de la Secretaría para la Comunidad Gitana, che contraccambiano una nostra visita effettuata a ottobre a Siviglia.</p>
<p>In occasione della nostra visita in Spagna, ci fecero visitare il loro campo di Malaga, “Des los Asperones” in cui il governo sta, dal 2006, attuando una politica di inserimento socio lavorativo degli zingari che da anni vivono in Spagna (foto 1).</p>
<p>Le loro linee di lavoro sono orientate alla scolarizzazione, inserimento lavorativo, locazione immobili ai fini dello smistamento dei gruppi attraverso l’inserimento delle singole famiglie all’interno della città in differenti rioni. Quindi, conditio sine qua non per un reale processo di integrazione, la convivenza con gli spagnoli alle stesse condizioni e con le stesse opportunità di istruzione e di inserimento lavorativo.</p>
<div id="attachment_1759" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/modelli-e-mondi-a-confronto.jpg"><img class="size-medium wp-image-1759" title="modelli-e-mondi-a-confronto" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/modelli-e-mondi-a-confronto-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">foto 2 - Asilo a Siviglia</p></div>
<p>A Siviglia siamo stati accolti nella sala giunta dopo aver effettuato una visita presso il campo degli zingari di “El Vacie” in cui siamo potuti entrare nelle loro case e chiacchierare con loro. Siamo anche andati a visitare un asilo che si trova ai limiti del campo. Educatrici e operatori sociali accudivano i bambini dai 0 ai 6 anni figli delle famiglie del campo (foto 2).</p>
<p>I rappresentati del governo andaluso ci hanno</p>
<p>spiegato che anche a Siviglia stanno cercando, attraverso l’inserimento lavorativo, di effettuare un reale convivenza tra soggetti attivi economicamente, seguendo lo stesso modello di Malaga. Ma a Siviglia ci hanno portato a visitare anche un rione in cui vivono da anni le famiglie di zingari e questo ci ha permesso di capire, in maniera più immediata la concreta riuscita di questo tipo di intervento.</p>
<p>Questo scambio trasnazionale rientra all’interno di un progetto regionale finanziato, attraverso fondi europei, dall’Assessorato alla Sanità della Regione Sardegna. Il progetto scritto e gestito da IsforApi, Associazione i Sardi, CooperativaVoleare e, in rete il Comune di Cagliari, prevede, una serie di attività che mirano a favorire il sostegno scolastico dei minori, l’inserimento sociale e lavorativo di donne e uomini.</p>
<p>￼￼￼￼￼￼￼￼￼￼￼</p>
<p>Tra le attività in corso di svolgimento:</p>
<p>• Laboratorio di sartoria a cui stanno partecipando le donne del campo. Prepareranno una sfilata che verrà realizzata alla fine del progetto</p>
<p>• Attività lavorative degli adulti maschi finalizzato alla pulizia e al ripristino di alcune zone del campo</p>
<p>• Affiancamento ad adulti e minori per potenziare la conoscenza della lingua italiana scritta e/o parlata.</p>
<p>• Attività mirate al miglioramento della propria igiene personale</p>
<p>• Dopo scuola mirato all’apprendimento e ad attività ludico ricreative.</p>
<p>In realtà lo sforzo che si sta realizzando è quello di creare una vita fuori dal campo. Attivare sinergie con bambini e giovani che vivono fuori dal campo. Iniziare a tessere relazioni che, attraverso la fiducia e il rispetto, diano l’opportunità a tutti di vivere una vita più soddisfacente e responsabile. Aiutare le donne a diventare padrone di sé stesse e capaci, nel tempo, di sviluppare un senso pieno di autostima e mentalità futuribile.</p>
<p>Tema dell’incontro è stato dunque quello dei modelli e dei mondi a confronto in un’ epoca di crisi e solitudini esacerbate dalla mancanza di pensabilità futura e di lavoro. Infatti non a caso si è pensato di svolgere una parte dell’incontro anche presso la Confederazione delle piccole e medie in- dustrie quasi a simboleggiare che il processo di in- tegrazione non sarà possibile se il mondo delle im- prese non sarà coinvolto in processi di inserimen- to lavorativo facendosi carico, almeno in parte e per un senso di responsabilità sociale, di assorbire al proprio interno persone di etnie culturalmente “non dedite” al lavoro.</p>
<div id="attachment_1760" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/modelli-e-mondi-a-confronto-3.jpg"><img class="size-medium wp-image-1760" title="modelli-e-mondi-a-confronto-3" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/modelli-e-mondi-a-confronto-3-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" /></a><p class="wp-caption-text">foto 3 - Gabrielle Longu e Susanna Orrù</p></div>
<p>Nella tavola rotonda che si è tenuta a Cagliari presso la sala Consiliare del comune in cui siamo stati accolti dall’assessore alle politiche sociali del comune Susanna Orrù, sono intervenuti Gabriella Longu Direttore Generale dell’Isfor Api e diret- tore del progetto, Bruno Trenta esperto di cultura Rom. (foto 3)</p>
<p>I lavori sono proseguiti presso la sede regionale della Confapi Sardegna per i saluti di Francesco Lippi, Presidente regionale della Confapi Sardegna e di Italo Senes, Presidente dell’Isfor Api.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>ISFOR API</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Lo sviluppo internazionale di piccole imprese</title>
		<link>http://www.rivistainnovare.com/dove-nascono-idee/lo-sviluppo-internazionale-di-piccole-imprese/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 09:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dove nascono le idee]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rivistainnovare.com/?p=1753</guid>
		<description><![CDATA[Nei precedenti miei articoli pubblicati su questa rivista  ho descritto, spero in maniera sufficientemente chiara, i vari aspetti dei necessari progetti d’innovazione, sia quelli radicali e sia quelli evolutivi, che una piccola impresa deve saper gestire per realizzare un positivo processo di sviluppo economico e sostenibile nel suoi primi anni di attività. - A cura di EUGENIO CORTI ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/sviluppo-internazionale-di-pmi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1754" title="sviluppo-internazionale-di-pmi" src="http://www.rivistainnovare.com/wp-content/uploads/2012/01/sviluppo-internazionale-di-pmi-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Nei precedenti miei articoli pubblicati su questa rivista<a href="#_ftn1">[1]</a> ho descritto, spero in maniera sufficientemente chiara, i vari aspetti dei necessari progetti d’innovazione, sia quelli radicali e sia quelli evolutivi, che una piccola impresa deve saper gestire per realizzare un positivo processo di sviluppo economico e sostenibile nel suoi primi anni di attività. Ovviamente parte necessaria del processo di sviluppo, che una piccola impresa intende conseguire, è una sua attenta capacità di interpretare correttamente tutti i possibili bisogni del mercato locale in cui questa piccola impresa intende svilupparsi, che sono il punto di partenza per lo sviluppo della piccola impresa. Non solo bisogni già percepiti da molti potenziali clienti, ma anche nuovi bisogni che la piccola impresa interessata è capace di far emergere tra i potenziali clienti sempre all’interno del mercato locale scelto giustamente come primo obiettivo strategico.</p>
<p>Non è difficile immaginare che la stessa piccola impresa una volta avuto successo nel mercato locale, supponiamo di chiamarlo <em>mercato provinciale</em>, possa essere interessata ad entrare in un mercato leggermente più ampio e forse diverso, cioè quello regionale o addirittura in un mercato molto più ampio, per esempio quello nazionale. Ovviamente se queste scelte saranno gestite in maniera professionale la piccola impresa aumenterà il suo sviluppo avviandosi ad una dimensione media.</p>
<p>Ma è opportuno fare la seguente riflessione: avviato positivamente nei primi anni di attività della piccola impresa il suo sviluppo nel mercato provinciale, si apre per questa piccola impresa non solo la opportunità di verificare un suo positivo obiettivo di svilupparsi nel mercato regionale o addirittura nazionale, come qui sopra ho indicato, ma la piccola impresa potrebbe iniziare a pensare alla possibilità di una nuova aggiuntiva iniziativa per aumentare il suo sviluppo, che si può riassumere con l’obiettivo di cercare di entrare con successo in alcuni mercati internazionali, non in alternativa ma in aggiunta dei business locali od anche nazionali.</p>
<p>Lo strumento che la piccola impresa ha a disposizione, ancora una volta è il processo di innovazione, che ovviamente fin dall’inizio appare più complesso rispetto a quello iniziale, ed anche a quello successivo fino ad affrontare il mercato nazionale. Infatti pensando in generale al mercato internazionale non è affatto difficile per la piccola impresa intuire che il processo di innovazione deve essere più complesso, non lineare, deve essere orientato non soltanto ad aumentare le caratteristiche tecniche dei nuovi prodotti da offrire, ma anche che si deve basare su fattori immateriali, cioè una visione molto ampia del mercato, un forte aumento dell’efficienza dei fattori di distribuzione, una maggiore efficienza della catena di forniture, la partecipazione alle reti di imprese per la cooperazione e lo scambio di informazioni, ecc. <a href="#_ftn2">[2]</a>. Pertanto la stragrande maggioranza delle piccole imprese da sole non tentano neppure di andare nei mercati internazionali, ma aspettano che organizzazioni specializzate le aiutino concretamente ad andare nei mercati internazionali con successo. Infatti il piccolo imprenditore per decidere di andare su mercati internazionali, deve poter rispondere positivamente a ciascuna delle seguenti domande, ma se non sapesse da solo rispondere dovrebbe fare riferimento ad una organizzazione esterna che lo possa aiutare a rispondere positivamente:</p>
<p>D1: in quale mercato internazionale la mia impresa potrebbe avere interesse ad entrare ?</p>
<p>D2:  quale dei nostri business sarebbe opportuno e conveniente economicamente per quel mercato internazionale ?</p>
<p>D3:  insieme ai miei collaboratori ho le competenze tecniche, organizzative, gestionali, manageriali, promozionali, produttive, commerciali, ecc. per progettare in dettaglio e in modo esauriente questa iniziativa internazionale e per iniziare la conseguente attività produttiva ?</p>
<p>D4:  la mia impresa ha la necessaria quantità di risorsa finanziaria per coprire non solo tutti i costi della progettazione di dettaglio ma anche, terminata la progettazione, il necessario impegno per l’inizio della produzione e della commercializzazione dei prodotti realizzati, o altrimenti sappiamo come procurarcela ?</p>
<p>In generale appare molto evidente che una piccola impresa da sola non riesce a dare una risposta positiva a questa sequenza di domande, ha certamente bisogno di essere aiutata da una organizzazione esterna che l’aiuta a rispondere positivamente a questa sequenza di domande e ad operare di conseguenza.</p>
<p>Ecco allora che mi sembra interessante citare la metodologia per il sostegno all’internazionalizzazione di piccole imprese, che la Società <strong>Ce.S.I.TT</strong>., in cui sono coinvolto, ha progettato e realizzato e che sta promuovendo nei seguenti paesi: Messico, Germania, Turchia e Bulgaria. L’obiettivo strategico di <strong>Ce.S.I.TT.</strong> è la creazione di opportune reti internazionali tra la singola impresa italiana, opportunamente selezionata, e una costituenda nuova organizzazione.</p>
<p>Al fine di raggiungere gli obiettivi di cui sopra, <strong>Ce.SITT.</strong> ha recentemente istituito una nuova struttura, il &#8220;<strong>International Laboratory for Entrepreneurship and Innovation (ILEI)</strong>&#8221; <a href="#_ftn3">[3]</a>. Questa struttura ha il compito di individuare un paese straniero in cui un gruppo di selezionate piccole imprese italiane, anche di settori differenti, siano interessate ad aprire opportune attività commerciali. Quindi <strong>ILEI</strong> cerca ed individua un’analoga organizzazione nel paese selezionato, che sia capace di individuare per reciprocità nel suo paese piccole imprese operative in settori anche diversi da quelli individuati in Italia da <strong>ILEI</strong>, ma che siano interessate al mercato Italiano. <strong>ILEI</strong> in collaborazione con l’individuata organizzazione similare mediante opportuni bandi seleziona giovani nel paese individuato, che siano interessati a collaborare in modo opportuno con la singola piccola impresa Italiana già selezionata, e reciprocamente individuare giovani Italiani che siano interessati a collaborare con le selezionate piccole imprese del paese straniero individuato.</p>
<p>Il punto importante da sottolineare è che la futura collaborazione tra la singola piccola impresa, sia quella Italiana e sia quella nel paese straniero, con un piccolo gruppetto di giovani dell’altro paese da selezionare, presuppone la costituzione nel paese reciproco di un nuova struttura, sia essa una struttura produttiva e commerciale, o solo un ufficio commerciale (vale a dire o una nuova società produttiva o solo una nuova filiale commerciale, oppure un adeguato franchising).</p>
<p>Per poter realizzare questo ambizioso progetto è necessario promuovere e gestire un solido Processo Formativo dei giovani selezionati sia in Italia e sia nel paese straniero individuato, e questo processo formativo sarà ovviamente centrato su tematiche focalizzate su come si attiva un opportuno sviluppo imprenditoriale.</p>
<p>Il Progetto, messo a punto da <strong>ILEI</strong>, è organizzato in sei Fasi, che includono un opportuno processo formativo dei giovani selezionati, basato sulla gestione dell’innovazione e dell’imprenditorialità, conoscenze che dovranno essere poi applicate in entrambi i paesi. I dettagli di questa complessa iniziativa saranno da me dettagliati nel prossimo numero di <strong>INNOVARE</strong>.</p>
<hr size="1" /><a href="#_ftnref1">[1]</a> INNOVARE N° 1  2011 Pag. 30-31; INNOVARE  N° 2  2011 Pag. 28-31  e  INNOVARE  N° 3 2011 Pag. 22-25.</p>
<p><a href="#_ftnref2">[2]</a> Si consultino, per esempio, alcuni articoli di Francesco Estrafallaces (CENSIS) sul tema.</p>
<p><a href="#_ftnref3">[3]</a> “Laboratorio Internazionale per l&#8217;Imprenditoria e Internazionalizzazione” di cui Eugenio Corti è il Direttore.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Eugenio Corti</em></strong></p>
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