Bioeconomia presentato il II Rapporto da Intesa San Paolo

Oltre 244 miliardi di euro di valore della produzione, pari al 7,9% del totale nazionale e 1,5 milioni di occupati, con un contributo dell’industria bio-based superiore a 20 miliardi di euro: sono questi i numeri della bioeconomia in Italia che fotografa il 2° Rapporto sulla Bioeconomia in Europa presentato  a Torino da Intesa Sanpaolo e Assobiotec.

“I numeri presentati oggi – ha commentato Leonardo Vingiani, direttore di Assobiotec – testimoniano che la bioeconomia è già una realtà importante nel nostro paese. E che le biotecnologie industriali sono motore imprescindibile di questo meta-settore da cui dipenderà sempre più la capacità del nostro paese di conciliare crescita economica, creazione di posti di lavoro altamente qualificati e sostenibilità ambientale. Assobiotec chiede da tempo che anche l’Italia si doti di una strategia nazionale per la bioeconomia, fondata su casi di studio dimostrativi che abbiano dato prova di essere vitali e sostenibili. Tali casi di studio devono essere considerati come un modello da cui sviluppare politiche in sinergia con le aree locali e le loro specificità”.

“È importante – ha aggiunto Vingiani – che la strategia italiana sulla bioeconomia, parte integrante del nuovo paradigma dell’economia circolare, si concentri su incentivi a sostegno sia della ricerca sia dell’acquisto di prodotti verdi nella pubblica amministrazione oltre che su un sistema di standard a cui conformarsi e di etichettature sul modello del Programma Biopreferred promosso dal Dipartimento dell’Agricoltura negli Stati Uniti”.

“Lo studio condotto – sottolinea Stefania Trenti, della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo – ci ha consentito di fotografare una realtà importante per l’economia italiana, con un forte potenziale di sviluppo nei prossimi anni, grazie anche alla presenza di un nucleo di soggetti nella filiera a valle della biochimica. Lo sviluppo di un’economia che cresca rispettando l’ambiente e riducendo la dipendenza da risorse non rinnovabili deve essere una priorità anche per il nostro paese, favorendo la crescita di ulteriori realtà innovative oltre a quelle già presenti. Per raggiungere questo obiettivo diventerà sempre più cruciale la produzione di biomassa, che negli ultimi anni ha registrato invece in Italia una contrazione sia in termini assoluti che pro-capite. Sarà importante innalzare la produttività, ma anche un recupero delle superfici utilizzate e, soprattutto, un migliore sfruttamento dei residui delle lavorazioni già esistenti, in una logica di filiera e di crescente circolarità dei sistemi produttivi”.